Si è tenuta a Milano la tre giorni “L’Agricoltura, Il Futuro”, l’iniziativa promossa da Confagricoltura in collaborazione con Università Bocconi, che dal 7 al 9 maggio ha riunito istituzioni, imprese, mondo agricolo, accademico, finanziario e industriale per discutere le grandi sfide del settore primario.
Tra la Triennale di Milano e Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, Confagricoltura ha portato l’agricoltura al centro dell’agenda politica nazionale, costruendo un momento di partecipazione e riflessione intorno a un punto centrale: il cibo non è soltanto produzione, ma sicurezza strategica, competitività, energia, ambiente, innovazione e coesione territoriale.
La scelta di Milano non è stata casuale. Collocare questo confronto nel cuore della Pianura Padana ha significato richiamare l’attenzione su una delle aree agricole più produttive d’Italia e d’Europa, dove si concentrano filiere decisive per l’approvvigionamento alimentare, la trasformazione agroindustriale, la gestione dell’acqua, le agroenergie e la tenuta economica delle imprese agricole.
I lavori hanno visto la partecipazione di protagonisti di primo piano. Il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha guidato il percorso di confronto e presentato il lavoro dei tavoli tematici, ponendo al centro la necessità di costruire una strategia di lungo periodo per l’agricoltura italiana. Nel corso della tre giorni sono intervenuti, tra gli altri, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, insieme a rappresentanti del mondo economico, industriale, accademico e finanziario.
Nella giornata conclusiva, il ministro Francesco Lollobrigida ha premiato Confagricoltura come “Ambasciatore della qualità”, con la consegna di una targa: un riconoscimento al ruolo dell’organizzazione e delle imprese agricole nella valorizzazione della qualità agroalimentare italiana.
Al centro dell’iniziativa c’è la costruzione del Manifesto dell’Agricoltura del Futuro, una visione condivisa per rafforzare il ruolo dell’agricoltura italiana ed europea. I tavoli di lavoro hanno affrontato temi decisivi: sovranità alimentare e sicurezza strategica, transizione ecologica, agroenergie, innovazione, digitalizzazione, gestione dell’impresa agricola, credito, investimenti, capitale umano, competenze, aree interne, nuovi stili di consumo, semplificazione e rappresentanza.
Il messaggio emerso è chiaro: difendere il reddito delle imprese agricole e i prezzi di oggi significa anche avere la capacità di progettare il futuro. Le risposte immediate sono necessarie, ma non bastano. Occorre migliorare i modelli di sviluppo e produzione, investire in innovazione, rafforzare le filiere, rendere più efficiente il rapporto tra agricoltura, energia, infrastrutture e mercati.
Anche Confagricoltura Pavia ha partecipato all’appuntamento, portando il contributo di un territorio pienamente inserito nel cuore produttivo della Pianura Padana. Per la provincia di Pavia, i temi discussi a Milano hanno un significato molto concreto: la gestione dell’acqua in vista della stagione irrigua, la valorizzazione del riso italiano e pavese, la competitività dei cereali, la vitivinicoltura dell’Oltrepò, la zootecnia, il biogas, l’agrivoltaico e il presidio delle aree interne.
Proprio le aree interne rappresentano una sfida importante anche per il territorio pavese. Dall’Oltrepò alle zone collinari e appenniniche, la valorizzazione passa prima di tutto dalla vocazione agricola: qualità delle produzioni, cura del paesaggio, tenuta delle comunità locali, nuove opportunità per le imprese e per i giovani. L’agricoltura non è solo attività economica, ma presidio del territorio e condizione essenziale per contrastare marginalità e spopolamento.
Per Confagricoltura Pavia, “L’Agricoltura, Il Futuro” è stata quindi l’occasione per ribadire una prospettiva concreta: le imprese agricole devono essere messe nelle condizioni di produrre reddito, innovare, competere e continuare a garantire cibo di qualità. La sicurezza alimentare nasce nei territori, nelle aziende, nelle filiere e nella capacità di costruire politiche capaci di guardare oltre l’emergenza.
La tre giorni di Milano ha confermato il ruolo di Confagricoltura come interlocutore centrale nel dibattito nazionale. Il futuro dell’agricoltura si costruisce partendo da chi ogni giorno produce, investe, custodisce il territorio e genera valore per il Paese.