Dal 1° maggio 2026 è entrato in vigore il Decreto-Legge 30 aprile 2026, n. 62, recante “Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale”, attualmente in fase di conversione parlamentare entro il mese di giugno 2026.
Il provvedimento introduce importanti novità in materia di incentivi contributivi, tutela salariale, trasparenza retributiva e regolamentazione del lavoro tramite piattaforme digitali.
Di seguito una sintesi delle principali misure.
Incentivi all’occupazione: nuovi bonus assunzioni
Gli articoli da 1 a 6 del decreto introducono nuovi incentivi per favorire l’occupazione stabile, con particolare attenzione ai giovani, alle donne e alle aree del Mezzogiorno.
Bonus Giovani 2026
Previsto un esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a termine di lavoratori under 35 che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato.
L’agevolazione è riconosciuta in misura differenziata a seconda dell’area geografica in cui opera il datore di lavoro.
Le prime istruzioni operative sono state fornite dall’INPS con la circolare n. 55/2026.
Bonus Donne 2026
Introdotto un incentivo per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici disoccupate da almeno 24 mesi oppure da almeno 12 mesi in specifiche aree o settori.
Anche in questo caso il beneficio consiste in uno sgravio contributivo modulato in relazione alla tipologia di lavoratrice e al territorio interessato.
Indicazioni operative INPS: circolare n. 57/2026.
Incentivi per la conciliazione famiglia-lavoro
Il decreto introduce inoltre un parziale esonero contributivo a favore delle imprese in possesso delle certificazioni previste dall’art. 8, comma 1, lett. e), del d.lgs. 184/2025, attestanti politiche aziendali di sostegno alla natalità e alle esigenze di cura familiare.
La misura si aggiunge agli strumenti già previsti in materia di parità di genere.
“Salario giusto”: nuove condizioni per accedere ai benefici
Gli articoli da 7 a 11 introducono il principio del cosiddetto “salario giusto”, quale requisito per poter beneficiare delle agevolazioni previste dal decreto.
Secondo l’art. 7, il trattamento economico riconosciuto ai lavoratori non potrà essere inferiore a quello previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, tenendo conto del settore, della categoria produttiva e delle caratteristiche del datore di lavoro.
Anche in presenza di un diverso contratto collettivo applicato dall’azienda, il trattamento economico complessivo dovrà comunque garantire livelli retributivi non inferiori rispetto ai contratti di riferimento maggiormente rappresentativi.
Trasparenza nelle offerte di lavoro
A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, vengono introdotti nuovi obblighi informativi per le offerte di lavoro pubblicate sulla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa).
Monitoraggio delle retribuzioni
Il decreto istituisce inoltre un sistema nazionale di monitoraggio dei dati retributivi, con il coinvolgimento di CNEL, INPS, ISTAT, INAPP e Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Adeguamento salariale in caso di mancato rinnovo del CCNL
In caso di mancato rinnovo del contratto collettivo entro dodici mesi dalla scadenza, viene previsto un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni.
In particolare, ai lavoratori spetterà una somma parametrata al 30% della variazione dell’IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzati), salvo diverse previsioni contrattuali.
Fondo Tesoreria INPS: proroga dei versamenti
L’art. 16 prevede, per i datori di lavoro obbligati al versamento al Fondo Tesoreria INPS dal 1° gennaio 2026, la proroga al 16 luglio 2026 del termine per effettuare i versamenti relativi al primo semestre 2026 senza applicazione di sanzioni o interessi.