Un luogo simbolo della formazione d’eccellenza, scelto per rilanciare un’alleanza sempre più urgente tra il sapere accademico e quello agricolo. L’assemblea nazionale di Confagricoltura, che si è tenuta l’8 luglio all’Università Bocconi di Milano, ha posto al centro del dibattito il rapporto tra imprese, ricerca e istituzioni, in un momento storico segnato da grandi trasformazioni e da una crescente incertezza geopolitica.
Nel suo intervento, Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura, ha ribadito la centralità del lavoro e dell’impresa agricola come motore di sviluppo e coesione sociale: «La nostra è l’Organizzazione leader in termini di rappresentatività datoriale. Nel 2024 abbiamo quasi raggiunto quota 29 milioni di giornate di lavoro, con +1,8 milioni rispetto all’anno precedente. Nel 2017 eravamo a 20 milioni, ora abbiamo il dovere e l’ambizione di toccare quota 35 milioni. La nostra è sempre più un’agricoltura fatta di imprenditori veri e propri».
A raccogliere e rilanciare questa visione è stata anche Marta Sempio, presidente di Confagricoltura Pavia, che ha commentato: «In un momento storico in cui l’agricoltura è chiamata a confrontarsi con sfide sempre più complesse – dalla transizione ecologica alla sicurezza alimentare – il confronto con il mondo della ricerca e della formazione diventa essenziale. La scelta di Confagricoltura di tenere l’assemblea nazionale in Bocconi è il segno concreto di una visione che guarda avanti: serve un’alleanza tra sapere accademico e sapere agricolo per costruire soluzioni credibili, sostenibili e innovative. Come Confagricoltura Pavia crediamo fortemente nel valore di questo approccio, che stiamo già applicando sul nostro territorio. Pensiamo al rilancio del Classese, un progetto corale che restituisce identità e forza alle nostre bollicine DOCG, valorizzando il metodo classico pavese sui mercati nazionale e internazionale. Ma anche al lavoro che stiamo facendo sul fronte dell’innovazione genetica, con le sperimentazioni sulle TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), che pongono il nostro territorio tra i più attivi e promettenti in Italia. Allo stesso tempo, siamo fortemente preoccupati per il futuro della PAC: in un momento geopolitico così delicato, non possiamo permetterci che l’agricoltura venga marginalizzata. La Politica Agricola Comune deve rimanere uno strumento forte a tutela della redditività e della competitività delle nostre imprese. E dobbiamo operare, a ogni livello, per difendere il valore della produzione agricola: basti pensare alla crisi dei prezzi dei cereali, che mette in seria difficoltà intere filiere. Innovazione, qualità, sostenibilità e redditività: il futuro dell’agricoltura si costruisce insieme, e il nostro territorio vuole essere protagonista di questo percorso».
Tra i temi discussi: i dazi tra Stati Uniti ed Europa, la revisione della Politica Agricola Comune, le sfide occupazionali e ambientali. L’evento è stato anche l’occasione per annunciare un protocollo di collaborazione tra Confagricoltura e Università Bocconi, volto a rafforzare il dialogo tra mondo della ricerca e settore primario.
A margine dell’assemblea, il presidente di Confagricoltura Lombardia Antonio Boselli ha sottolineato: «Una risposta può arrivare naturalmente dalla scienza e dalla cultura, e dunque ben venga dialogare nei luoghi in cui questi concetti sono espressi al loro massimo. Dal confronto e dallo scambio di idee nascono le migliori innovazioni, applicabili anche al nostro settore».
La strada è tracciata: un’agricoltura che sa guardare lontano e che sceglie di evolversi senza dimenticare il proprio legame con il territorio.
Prossima lettura
PETIZIONE A SOSTEGNO DI UNA PAC PIÙ FORTE ED EQUA
navigate_next