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MONTENAPOLEONE, L’OLTREPÒ PUNTA A RIDARE VALORE AI VINI FERMI

Scritto da

Confagricoltura

Pubblicato il

10/07/2026

Dopo il Classese, il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese apre una nuova fase di lavoro dedicata alla valorizzazione dei vini fermi. Il progetto è stato presentato lunedì pomeriggio a Riccagioia, nell’aula Gallini, durante un incontro aperto alle aziende del territorio. Al centro del confronto la proposta Montenapoleone, pensata per ridare identità, posizionamento e riconoscibilità a una parte fondamentale della produzione oltrepadana.

L’obiettivo è ambizioso: costruire una nuova piramide di posizionamento, capace di distinguere in modo più chiaro le diverse fasce produttive dell’Oltrepò Pavese. Non una piramide semplicemente qualitativa, ma uno strumento per aiutare il mercato, i consumatori e gli stessi operatori a leggere meglio la ricchezza di un territorio che produce vini molto diversi tra loro, dai prodotti di primo ingresso fino alle eccellenze più alte.

«L’Oltrepò Pavese vive ancora un periodo difficile, iniziato ormai qualche anno fa – spiega Riccardo Binda, direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese – ma ci sono piccoli segnali con cui guardare positivamente al futuro. Il primo è che tutto il lavoro avviato dal territorio per la valorizzazione del Metodo Classico da Pinot Nero sta raccogliendo frutti. Se ne parla sempre di più e anche i numeri produttivi sono confortanti».

Il riferimento è al Classese, il nuovo marchio dedicato al Metodo Classico Docg da Pinot Nero, presentato a Vinitaly e pronto ad arrivare sul mercato. Nel primo semestre dell’anno le rivendicazioni del Metodo Classico hanno segnato un aumento del 38%, in controtendenza rispetto ad altre tipologie che registrano invece flessioni. Un risultato che conferma la validità del percorso intrapreso, ma che non esaurisce la sfida.

La grande partita, infatti, riguarda ora i vini fermi. A partire dai rossi autoctoni, Croatina e Barbera, che rappresentano ancora oggi una quota centrale della viticoltura oltrepadana. La proposta Montenapoleone nasce proprio da qui: dare un nuovo riferimento identitario ai vini fermi dell’Oltrepò, creando un nome forte, riconoscibile, capace di unire storia del territorio e posizionamento di mercato.

«L’Oltrepò produce vini che vanno dal primo prezzo fino all’assoluta eccellenza – sottolinea Binda – ma oggi queste categorie convivono spesso in modo confusionale. Tutto è legato al termine Oltrepò Pavese, che finisce per connotare ogni prodotto senza aiutare davvero il consumatore a orientarsi. La nostra idea è costruire una piramide di posizionamento che renda più chiara l’offerta e permetta di valorizzare meglio le diverse tipologie».

Nel progetto rientrano i rossi fermi, ma anche altri prodotti identitari. Tra questi il Riesling Renano, che in Oltrepò trova un’area vocata ma che ancora oggi rischia di essere confuso con il Riesling Italico. Anche in questo caso l’obiettivo è costruire un racconto più preciso, capace di valorizzare le differenze e di rafforzare l’immagine complessiva del territorio.

L’incontro di Riccagioia non ha avuto il carattere di una decisione definitiva, ma quello di un primo passaggio di confronto. Il Consorzio punta a raccogliere osservazioni e contributi dalle aziende, con l’obiettivo di arrivare a una proposta strutturata entro la fine dell’anno. «Non è un percorso già chiuso – conclude Binda –. Vogliamo confrontarci con il territorio, ascoltare i produttori e costruire insieme una strategia che possa dare nuova forza ai vini fermi dell’Oltrepò Pavese».

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