L’attività enoturistica, già svolta da molte aziende e in fase sempre più di crescita, (art.1, comma 502 della legge n.205 del 27 dicembre 2017) è considerata attività agricola connessa ai sensi del terzo comma dell’art. 2135.
“Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.”
Sono considerate attività enoturistiche tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP):
- Le visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda e, alle cantine e ai luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dell’attività vitivinicola ed enologica;
- Le iniziative didattiche culturali e ricreative (vendemmia didattica);
- Le attività di degustazione delle produzioni vitivinicole, anche in abbinamento a prodotti agro-alimentari freddi preparati dall’azienda stessa (aventi i requisiti e gli standard previsti per legge)
Regione Lombardia ha provveduto a istituire un elenco regionale degli operatori che svolgono attività enoturistica e disciplina i corsi di formazione rivolti agli addetti e alle aziende. L’ente che si occuperà della gestione del percorso formativo è EAPRAL (Ente per l'Addestramento Professionale in Agricoltura della Lombardia).
È stata predisposta dal 11/11/2019 nel sito impresainungiorno.gov.it la modulistica per la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) propria dell’attività Enoturistica.
Requisiti standard attività enoturistiche (oltre ai requisiti generali e igienico-sanitari):
- apertura settimanale/stagionale di un minimo di 3 giorni (anche domenica, prefestivi e festivi);
- strumenti di prenotazione (preferibilmente informatici);
- cartello da affiggere all’ingresso dell’azienda che riporti i dati relativi all’accoglienza enoturistica, gli orari di apertura, tipologia del servizio offerto e le lingue parlate;
- sito/pagina web;
- indicazioni dei parcheggi in azienda o nelle vicinanze;
- materiale informativo relativo all’azienda e ai prodotti stampato in almeno tre lingue;
- esposizione e distribuzione del materiale informativo sulla zona di produzione e produzioni tipiche/locali (vitivinicole e agroalimentari;
- attrazioni turistiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche del territorio in cui si è svolta l'attività enoturistica;
- personale addetto dotato di competenza e formazione (titolare dell’azienda, coadiuvanti, dipendenti o collaboratori esterni);
- attività di degustazione del vino con calici di vetro o materiale che non alteri le proprietà organolettiche del prodotto;
- svolgimento di attività di degustazione e commercializzazione da parte di personale competente.
L’abbinamento ai prodotti vitivinicoli aziendali deve avvenire con prodotti agroalimentari freddi preparati dall’azienda stessa, anche manipolati o trasformati che rispettino i requisiti igienicosanitari previsti dalla normativa vigente.
Gli Uffici restano a disposizione per la consulenza e l’avvio dell’attività.