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Confagricoltura

Pubblicato il

15/09/2023

L’attività enoturistica, già svolta da molte aziende e in fase sempre più di crescita, (art.1, comma 502 della legge n.205 del 27 dicembre 2017) è considerata attività agricola connessa ai sensi del terzo comma dell’art. 2135.

“Si  intendono  comunque  connesse  le  attività,  esercitate   dal medesimo   imprenditore   agricolo,   dirette   alla   manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione  e  valorizzazione che  abbiano  ad  oggetto  prodotti  ottenuti  prevalentemente  dalla coltivazione del fondo o del bosco  o  dall'allevamento  di  animali, nonché le  attività  dirette  alla  fornitura  di  beni  o  servizi mediante  l'utilizzazione prevalente  di  attrezzature   o   risorse dell'azienda  normalmente    impiegate    nell’attività    agricola esercitata,  ivi  comprese  le  attività   di   valorizzazione   del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero  di  ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.”

Sono considerate attività enoturistiche tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP):

  • Le visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda e, alle cantine e ai luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dell’attività vitivinicola ed enologica;
  • Le iniziative didattiche culturali e ricreative (vendemmia didattica);
  • Le attività di degustazione delle produzioni vitivinicole, anche in abbinamento a prodotti agro-alimentari freddi preparati dall’azienda stessa (aventi i requisiti e gli standard previsti per legge)

Regione Lombardia ha provveduto a istituire un elenco regionale degli operatori che svolgono attività enoturistica e disciplina i corsi di formazione rivolti agli addetti e alle aziende. L’ente che si occuperà della gestione del percorso formativo è EAPRAL (Ente per l'Addestramento Professionale in Agricoltura della Lombardia).

È stata predisposta dal 11/11/2019 nel sito impresainungiorno.gov.it la modulistica per la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) propria dell’attività Enoturistica.

Requisiti standard attività enoturistiche (oltre ai requisiti generali e igienico-sanitari):

  • apertura settimanale/stagionale di un minimo di 3 giorni (anche domenica, prefestivi e festivi);
  • strumenti di prenotazione (preferibilmente informatici);
  • cartello da affiggere all’ingresso dell’azienda che riporti i dati relativi all’accoglienza enoturistica, gli orari di apertura, tipologia del servizio offerto e le lingue parlate;
  • sito/pagina web;
  • indicazioni dei parcheggi in azienda o nelle vicinanze;
  • materiale informativo relativo all’azienda e ai prodotti stampato in almeno tre lingue;
  • esposizione e distribuzione del materiale informativo sulla zona di produzione e produzioni tipiche/locali (vitivinicole e agroalimentari;
  • attrazioni turistiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche del territorio in cui si è svolta l'attività enoturistica;
  • personale addetto dotato di competenza e formazione (titolare dell’azienda, coadiuvanti, dipendenti o collaboratori esterni);
  • attività di degustazione del vino con calici di vetro o materiale che non alteri le proprietà organolettiche del prodotto;
  • svolgimento di attività di degustazione e commercializzazione da parte di personale competente.

L’abbinamento ai prodotti vitivinicoli aziendali deve avvenire con prodotti agroalimentari freddi preparati dall’azienda stessa, anche manipolati o trasformati che rispettino i requisiti igienicosanitari previsti dalla normativa vigente.

Gli Uffici restano a disposizione per la consulenza e l’avvio dell’attività.

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