Premessa
L’intervento analizza dal punto di vista tecnico e strategico il progetto di costruzione di una centrale idroelettrica sulla traversa del Canale Cavour a Chivasso, evidenziando le profonde implicazioni ambientali, idriche ed economiche in un contesto di cambiamento climatico accelerato. Il progetto, proposto da Coutenza Canali Cavour, prevede un impianto che costa 11 milioni di euro, finanziato con risorse, di fatto, dei consorziati e che sfrutterebbe solo le portate in eccedenza del Po, escludendo il Deflusso Ecologico.
Confagricoltura Pavia solleva dubbi sulla redditività dell’impianto, sottolineando la crescente instabilità delle portate fluviali e il rischio di inattività della centrale nei mesi critici. Viene evidenziata anche la mancanza di una visione irrigua nel progetto, che privilegia la produzione energetica a scapito della gestione agricola e ambientale dell’acqua non tanto con riferimento alle necessità attuali quanto ad una possibilità di uso esteso nel tempo della risorsa irrigua concessionata o richiedibile.
L’analisi evidenzia come l’utilizzo dell’acqua, per la sommersione invernale e la ricarica della falda freatica, sia strategico per il futuro, mentre la centrale potrebbe rappresentare una concorrenza interna dannosa per il sistema irriguo. Si conclude con un appello alla riflessione e con l’annuncio di ulteriori approfondimenti e osservazioni da inviare alla Città Metropolitana di Torino.
Approfondimento
La fase di drastici cambiamenti climatici, con una accelerazione mai vista prima, sta determinando impatti al sistema irriguo nord occidentale sconosciuti ai più e questo necessita approfondimenti e riflessioni imponenti davanti a scelte come quella di costruire una centrale idroelettrica sulla traversa del Canale Cavour a Chivasso.
Questo progetto ha avuto una gestazione complessa se è vero che già nel 2023 Coutenza Canali Cavour possedeva un preventivo per il collegamento dell’ipotizzata centrale alla rete elettrica. Il documento visionabile a questo link con una semplice ricerca.
http://eds.cittametropolitana.torino.it/ener/ditte_noautor_cm.php
Il progetto definitivo, dopo una precedente bocciatura e una successiva archiviazione, è stato presentato lo scorso ottobre. Analizzando la documentazione disponibile al link http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/via/ufficio-deposito-progetti/valutazione-depositati/val370 emerge quanto viene riepilogato:
Proponente impianto: Coutenza Canali Cavour;
Costo impianto: € 11.610.000 più IVA;
Modalità di finanziamento: Risorse proprie più mutuo.
Specifiche impianto:

Negli elaborati progettuali si trova il fotoinserimento dell’impianto.

Leggendo le relazioni emerge che la centrale non utilizzerà il Deflusso Ecologico, ma solo le portate in eccedenza presenti nel Po.
Il finanziamento dell’opera graverebbe sui consorziati di Est Sesia e di Ovest Sesia essendo la Coutenza Canali Cavour diretta emanazione dei due consorzi.
I Consorziati di Est Sesia e Ovest Sesia beneficerebbero di eventuali utili ma sarebbero parimenti chiamati a ripianare eventuali perdite generate dall’esercizio della centrale idroelettrica.
E’ utile rammentare come già la centrale idroelettrica realizzata all’imbocco del Naviglio di Ivrea non si sia dimostrata un investimento da portare a modello per successive riproposizioni. E questo è avvenuto nonostante la centrale potesse utilizzare le portate della Dora Baltea che, in quella sezione, sono nettamente più abbondanti e costanti rispetto a quelle presenti nel Po a Chivasso.
La reddittività dell’impianto proposto è proporzionale non tanto alla portata media del Po (influenzata dai picchi alluvionali) quanto dalla costanza delle portate ed è proprio questa stabilità di deflusso che è destinata a ridursi sempre più concentrandosi nei soli mesi primaverili con qualche accenno nei mesi invernali.
Considerato poi che la centrale non utilizzerà il Deflusso Ecologico ma solo le portate in esubero rispetto al DE e alla derivazione irrigua, il rischio di vederla costantemente ferma non è assolutamente trascurabile, a meno di sacrificare parte delle portate irrigue soprattutto nei mesi dove, in passato, l’irrigazione invernale non era strategica.
L’accelerazione del cambiamento climatico sta trasformando il Po, soprattutto nel tratto a monte di Chivasso, in un torrente dall’andamento sempre più appenninico con picchi di portata nei mesi primaverili e in occasione di eventi di pioggia. Questi picchi di portata sono sempre più inframezzati da mesi di ridotte disponibilità fluviali quando non di siccità, come i diciotto mesi tra dicembre 2021 e aprile 2023.
Questo comportamento, purtroppo, è destinato a peggiorare nei prossimi anni così come sono destinati a ridursi sempre più gli accumuli nevosi strutturati soprattutto nel torinese e nel cuneese, condizionando pesantemente le portate del Po e la potenzialità produttiva dell’ipotizzata centrale.
Leggendo la documentazione appare quindi molto ottimista considerare una produzione annuale costante nei prossimi 20 anni così come indicato nel piano economico finanziario.
Appare poi altrettanto ottimistico non prevedere costi per manutenzioni straordinarie in 20 anni, come si evince dal piano finanziario se non 90.000 euro annui tra gestione (personale) e manutenzione ordinaria.
Per altro la centrale, di fatto in alveo, sarebbe esposta alle potenti sollecitazioni generate dai fenomeni alluvionali che già in passato hanno danneggiato l’adiacente scaricatore.
Il capitolo 16 della Relazione Tecnica disponibile sul sito della Città Metropolitana di Torino, soggetto chiamato ad approvare il progetto, genera non poche preoccupazioni.
La soluzione proposta da Coutenza Canali Cavour è tipica degli impianti ad evidente prevalenza di funzionamento idroelettrico dove non è determinante una portata garantita alla derivazione, ma un livello idrometrico a cui è collegato una portata.
Può apparire una sottigliezza ma è un dato sostanziale.
Riportiamo di seguito il testo presente nella relazione dove si spiega il funzionamento della centrale:
"In merito alla gestione del livello di regolazione in corrispondenza della traversa, da mantenere costante e pari alla quota di 176,30 m s.l.m., questa sarà effettuata direttamente dalle turbine idrauliche (di tipo Kaplan ad asse orizzontale) posizionate nel fabbricato di centrale. Le turbine, infatti, “seguiranno” l’andamento delle portate disponibili facendo defluire più o meno acqua al proprio interno, in modo da mantenere costante il battente idraulico e quindi il livello dell’acqua a monte della traversa.
Il distributore delle turbine è estremamente sensibile ed è in grado di regolare gradualmente le portate in arrivo, con continue rotazioni sulla base delle misurazioni di livello sulla traversa.
Tecnicamente la regolazione avverrà con il seguente schema:"

Tale scelta, pur se legittima e tecnicamente accettabile, denota un approccio tutto idroelettrico e per nulla irriguo.
Un approccio tutelante l’irrigazione dovrebbe prevedere il controllo delle portate derivate effettivamente dal Canale Cavour almeno 3 km a valle dell’imbocco lungo il canale stesso. In tale sezione si avrebbe l’immissione delle portate di raffreddamento di A2A, non si avrebbero sottrazioni da bocche di derivazioni e si avrebbe l’effettiva misura delle portate in transito nel Canale Cavour. La centrale sulla traversa dovrebbe entrare in esercizio solo una volta soddisfatte le portate in deflusso, nei limiti massimi di concessione.
La centrale, come evidente, non utilizza portate già in disponibilità del Canale Cavour ma portate che resterebbero nel Po e il cui successivo uso sarebbe a favore del canale Lanza a Casale Monferrato e della centrale idroelettrica presente sempre a Casale Monferrato a valle del ponte della ferrovia.
Le portate turbinate dalla centrale non sono più utilizzabili nel comprensorio di Est e Ovest Sesia.
Le acque derivate dal Canala Cavour hanno un fattore di rendimento economico, ambientale e sociale ben superiore di quelle utilizzate dalla Centrale in progetto.
Proprio le portate derivate dal Cavour, prima di tornare a Po restituite o dagli scaricatori o dal sistema falda, hanno fatto funzionare decine di centrali idroelettriche e hanno consentito la più importante produzione risicola d’Europa nelle province di Pavia, Vercelli e Novara.
Dall’analisi dei documenti progettuali, che proseguirà fino alla redazione delle osservazioni che si invieranno alla Città metropolitana per informare circa la contrarietà all’opera di Confagricoltura Pavia, si vede come si è considerata una disponibilità d’acqua in Po autunnale e invernale che, oltre a valutare in modo debole il cambiamento climatico, non tiene conto dell’evoluzione del governo dell’acqua verso il water farming.
Quando si avvierà un uso estensivo dell’acqua per favorire sommersione invernale, ricarica della falda freatica e stabilità delle portate del Po durante tutto l’anno e lungo l’intera asta, allora ci si accorgerà che le portate da derivare nel Cavour per effettuare queste attività saranno nettamente superiori, soprattutto nei mesi invernali e quando saranno disponibili, rispetto alle semplici derivazioni per forza motrice attualmente praticate appunto nei mesi invernali.
La scelta del destino delle portate presenti nel Po a Chivasso, al netto del Deflusso Ecologico (da rivedere consapevoli che il Po è sempre più un torrente) e delle necessità irrigue estive, diventerà elemento potenzialmente dirimente per la sopravvivenza economica della centrale idroelettrica con riverberi anche sugli associati delle Associazioni Irrigue.
La presenza di una centrale idroelettrica con potenzialità di 90 m3/s, a cui si aggiunge il De, potrà condizionare future scelte di revisione o ridiscussione di scelte strategiche nell’uso dell’acqua. Spesso si dimentica la tragedia, soprattutto per le utenze terminali, rappresentata dalla gestione irrigua, in condizioni di grave carenza, del 2022.
Usare l’acqua tutto l’anno, favorendo la costanza di restituzione, tramite la falda freatica al sistema fluviale di portate distribuite nel tempo e nello spazio diventa azione fondamentale per sostituire la neve che non c’è più e che ci sarà sempre meno e la costruzione di una centrale idroelettrica su traversa come quella in progetto può essere elemento di futura pesante concorrenza nell’uso della risorsa, una concorrenza interna.
Questa è una prima analisi a cui seguiranno successivi approfondimenti e analisi.
Mentre discutiamo di centrali ipotetiche la falda freatica va sempre peggio.
Il seguente grafico evidenzia il preoccupante andamento della falda freatica che presenta il peggior dato dell’ultimo quinquennio.