Dall'agricoltura di precisione alle nuove competenze digitali, fino alla necessità di rafforzare la collaborazione tra scuola e mondo produttivo. Ne abbiamo parlato con Enrico Sartori, dirigente dell'Istituto Tecnico Agrario Carlo Gallini di Voghera, una realtà storica della formazione agricola pavese.
L'agricoltura cambia e con essa devono evolvere le competenze di chi sarà chiamato a lavorare nelle aziende del futuro. Innovazione tecnologica, digitalizzazione, sostenibilità e capacità di gestire le risorse sono ormai elementi fondamentali per la competitività del settore. Una trasformazione che coinvolge direttamente anche il sistema della formazione, chiamato a preparare figure professionali sempre più qualificate.
È una sfida che l'Istituto Tecnico Agrario Carlo Gallini di Voghera affronta con la consapevolezza di rappresentare un punto di riferimento per il territorio. A guidarlo è il dirigente scolastico Enrico Sartori, con il quale abbiamo approfondito il rapporto tra scuola, giovani e mondo agricolo.
«L'operatore agricolo tradizionale non è più la figura principale – spiega Sartori –. Oggi servono nuove competenze, soprattutto informatiche: bisogna saper gestire banche dati, utilizzare mappe digitali e integrare le conoscenze tradizionali con le nuove tecnologie. L'agricoltura 4.0 e l'agricoltura di precisione sono ormai una realtà consolidata».
L'innovazione, sottolinea il dirigente, deve tradursi in benefici concreti per le aziende. «L'obiettivo è ottimizzare l'utilizzo delle risorse, ridurre gli sprechi e rendere più efficienti le attività produttive. Tutto questo passa anche attraverso l'informatizzazione ed è fondamentale che i ragazzi siano adeguatamente preparati».
Dalla teoria al campo: le nuove frontiere della formazione
Al Gallini la formazione tecnologica si accompagna all'esperienza diretta. L'istituto dispone di strutture e spazi dedicati alle attività pratiche e promuove progetti che consentono agli studenti di confrontarsi con le innovazioni applicate all'agricoltura.
Tra le iniziative più significative figura il percorso biennale ITS dedicato all'agricoltura di precisione, che approfondisce anche l'utilizzo di macchine agricole a guida autonoma.
«Stiamo lavorando su progetti che permettono di studiare concretamente l'impatto delle nuove tecnologie sulle produzioni agricole – racconta Sartori –. In collaborazione con l'università e con professionisti agronomi portiamo avanti attività di ricerca applicata, in particolare sulla coltivazione della vite e sull'analisi dei terreni».
Un approccio che permette di affiancare alle conoscenze teoriche competenze operative, sempre più richieste dalle imprese.
Il legame con il territorio e le opportunità per i giovani
Uno dei punti di forza del Gallini è il rapporto costruito nel tempo con il mondo agricolo pavese, anche grazie agli ex studenti che oggi operano nelle aziende e nelle diverse realtà produttive.
«Esiste un fortissimo senso di appartenenza tra i galliniani – osserva il dirigente –. Chi ha frequentato questa scuola mantiene un legame importante con l'istituto e questo facilita le collaborazioni. Ma il nostro obiettivo è andare oltre, rafforzando il confronto con gli operatori del settore per comprendere le loro necessità. La scuola non può essere slegata dalla realtà produttiva del territorio».
Un dialogo importante anche per orientare le scelte formative e accompagnare gli studenti nel loro percorso professionale.
I risultati, secondo Sartori, sono incoraggianti. «Una parte significativa dei nostri diplomati prosegue gli studi universitari, con ottimi risultati e una percentuale di laureati superiore alla media. Altri scelgono di continuare l'attività agricola di famiglia. Riceviamo inoltre richieste da parte di aziende che cercano giovani preparati da inserire nelle proprie strutture».
Resta tuttavia la sfida di rendere il settore maggiormente attrattivo per le nuove generazioni.
«Stiamo attraversando una fase di transizione. L'agricoltura viene spesso percepita come un comparto in difficoltà e questo può scoraggiare i giovani. Credo però che i cambiamenti in corso, anche a livello internazionale, porteranno a una crescente valorizzazione dei territori, delle produzioni locali e delle filiere corte».
Fare rete per rendere l'innovazione accessibile
Il dirigente del Gallini richiama anche una delle questioni centrali per il futuro dell'agricoltura pavese: la capacità delle imprese di collaborare e condividere risorse.
«Uno dei problemi dell'Oltrepò è proprio la difficoltà di fare squadra. Mi auguro che le nuove generazioni riescano a superare questo limite, che in passato ha frenato alcune opportunità di sviluppo».
Sartori propone un esempio concreto: «L'acquisto di un drone può rappresentare un investimento importante per una singola azienda agricola. Se invece dieci produttori decidono di condividere la spesa, quella stessa tecnologia diventa molto più accessibile. Mettere in comune le risorse può favorire lo sviluppo delle imprese e dell'intero territorio».
Una riflessione che evidenzia come l'innovazione non sia soltanto una questione tecnologica, ma richieda anche nuovi modelli organizzativi e una maggiore capacità di collaborazione.
Scuola e imprese, una collaborazione da rafforzare
È proprio sul rapporto con il sistema produttivo che Sartori individua una delle priorità per i prossimi anni.
«Abbiamo bisogno di una cooperazione sempre maggiore con le imprese, per comprendere come si evolve il mercato e quali siano le competenze effettivamente richieste. Il rischio è che la scuola non riesca a tenere il passo con le esigenze del mondo del lavoro. Attraverso un confronto costante possiamo ridurre questo divario e rendere la formazione sempre più efficace».
Un messaggio che richiama direttamente l'importanza della collaborazione tra istituzioni formative, aziende agricole e organizzazioni di rappresentanza come Confagricoltura Pavia.
Investire nella formazione significa investire nel futuro delle imprese agricole. La capacità di attrarre giovani, valorizzarne le competenze e accompagnare l'innovazione sarà determinante per affrontare le sfide dei prossimi anni.
In questo percorso il Gallini di Voghera rappresenta una risorsa importante per l'intero territorio pavese: una scuola capace di custodire la propria tradizione e, allo stesso tempo, guardare con attenzione alle trasformazioni dell'agricoltura e alle necessità delle aziende.