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ANALISI DELLE RISERVE IDRICHE IN AGRICOLTURA APPROFONDIMENTO DEL 30 OTTOBRE 2026

Scritto da

Ing. Lasagna Alberto

Pubblicato il

30/10/2026

Falda Freatica e MAR di Lomellina

Nell’ambito degli approfondimenti si riprende l’analisi sul comportamento della falda freatica e sul suo ruolo come MAR. MAR è acronimo di Managed Aquifer Recharge e sintetizza la ricarica controllata degli acquiferi. E’ in questo ambito che si inserisce il WATERFARMING. L’interpretazione letterale è coltivare l’acqua: un paradosso. In realtà è molto di più: è l’impegno a progettare tecniche di adattamento all’inaspettata e drammatica accelerazione del cambiamento climatico.

Far circolare l’acqua, usare la falda come accumulo e la superficie coltivata come ambito di scambio tra superficie e falda, può permettere di disporre da subito di quasi 1 miliardo di metri cubi d’acqua accumulata nel terrazzo risicolo tra Pavia, Novara e Vercelli e in lento rilascio nel Po, dopo essere stata derivata, rallentata e accumulata dal sistema agricolo, risicolo in particolare.

Dalla Lomellina può partire la costruzione del MAR più grosso e più innovativo d’Europa, un’opportunità territoriale, imprenditoriale e ambientale che può segnare una svolta per molti comparti.

Se nel 2022 abbiamo vissuto una drammatica siccità innescata dall’assenza di precipitazioni, nel 2026 si è assistito ad una siccità deflagrante manifestatasi dopo un inverno con una buona nevosità, pur se tardiva, e una primavera normalmente piovosa.

Che ha innescato la siccità del 2026, i cui danni non hanno determinato solo perdita di raccolto ma anche e soprattutto hanno intaccato qualità e caratteristiche dei prodotti, è stato lo scioglimento anticipato della neve tardiva e la mancanza assoluta delle piogge tardo primaverili e inizio estive.

Queste due ultime variabili non sono più eventi eccezionali ma assumono caratteristiche ordinarie e quindi impongono una rivisitazione ampia dei modelli organizzativi. E la componente agricola è quella con le maggiori competenze operative e funzionali, eppure è spesso quella meno ascoltata, quando non del tutto ignorata.

Semplificando molto concetti articolati, e quindi togliendo complessità spesso ineludibili, si può affermare che nei precedenti anni il Lago Maggiore si riempiva ad inizio primavera e poi nuovamente ad inizio estate. Nel 2026 è mancato il secondo contributo, tanto che non si sono mai raggiunti i 140 cm autorizzati.

Lo scioglimento nivale si è concentrato nel mese di aprile per esaurirsi nei primi giorni di giugno.

Il seguente grafico sull’andamento della falda a Sartirana Lomellina evidenzia il dato medio 2021-25 e l’andamento 2026.

Si vede una partenza positiva per poi andare a bloccare l’accumulo per tutta la durata dei turni irrigui adottati come scelta emergenziale che, a fronte di alcune positività sulle dinamiche agronomiche, hanno determinato un impatto pesante sulle restituzioni sistemiche e sui sistemi di fontanili e risorgive. Questo andamento è confermato da misure della falda avviate in comune di Mortara e di Ferrera Erbognone. 

Merita attenzione il mancato accumulo nei mesi estivi. La dinamica di restituzione e di depressione della falda a partire da settembre appare in linea con l’andamento medio, con un lento enfatizzarsi delle dinamiche di discesa che potrebbe portare a criticità primaverili anche vista l’assenza di strumenti emergenziali adottati per correggere tale tendenza.

Interessante poi è il confronto tra 2022 e 2026:

A fronte di una partenza nettamente positiva nel 2026, si è poi andati in crisi in corrispondenza della 3° turnazione emergenziale, salvo poi riprendere una tendenza positiva nell’ultima decade di agosto dopo un evento di pioggia importante.

Questi dati, abbinati ai piezometri già attivi e a quelli che si realizzeranno nell’ambito dei progetti GAL Lomellina, consentiranno una modellazione sempre più dettagliata e affinata tale da poter proporre il WATERFARMIG Lomellino come una attività di gestione di serbatoio a servizio dell’intera pianura padana e quindi introdurre un ragionamento funzionale ed economico costruendo un’alleanza con il mondo consortile, il mondo accademico e le Istituzioni. Confagricoltura ha avviato un percorso concreto in tale direzione per progettare, valutare e nel caso costruire il MAR di Lomellina.

Se la disponibilità dell’acqua diventa elemento essenziale, parimenti importante è l’equo riparto della risorsa e la centralità del comparto agricolo nel percorso decisionale. Altrettanto importante è acquisire la consapevolezza della necessità di ampliare temporalmente la circolazione dell’acqua affinando tecniche di accumulo per percolazione, usando la superficie agricola come ambito di scambio superficie/falda freatica e misurandone le restituzioni al sistema fluviale.

Il seguente grafico mappa in modo esteso l’andamento della falda freatica a Sartirana: emerge una volta ancora la potente anomalia del 2026, ben peggio del 2022, e la necessità di costruire, da subito e con ogni urgenza, un nuovo modello gestionale coerente con questi scenari davvero complicati e dall’impatto sconosciuto ma sicuramente dirompente.

Gli altri indicatori sullo stato delle riserve idriche, consapevoli della ridotta significatività dell’attuale periodo, evidenziano un Lago Maggiore stabile dopo l’innalzamento dovuto alle piogge delle scorse settimane. L’accumulo nevoso è ancora totalmente assente nonostante deboli precipitazioni. I serbatoi idroelettrici nel Canton Ticino sono in leggera ripresa ma con un dato di molto sotto media.

Il ruolo della falda abbinata alla circolazione continua della risorsa diventa essenziale e l’applicazione non più rinviabile se si vogliono costruire tecniche di adattamento all’accelerazione del cambiamento climatico.

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