La presidente di Confagricoltura Pavia traccia le priorità per il futuro. Dalla crisi del riso alle prospettive della viticoltura, dalla gestione dell'acqua all'agrivoltaico, fino alle sfide del cambiamento climatico.
Una nuova sede, la conferma alla presidenza e la volontà di rafforzare il ruolo di rappresentanza delle imprese agricole in una fase particolarmente complessa per il settore. Marta Sempio, presidente di Confagricoltura Pavia, guarda al futuro con la consapevolezza delle difficoltà che attraversano il comparto, ma anche con la determinazione a portare le istanze degli agricoltori ai tavoli istituzionali.
Il punto di partenza è proprio la nuova sede di viale Canton Ticino a Pavia, inaugurata alla presenza delle principali autorità del territorio.
«Acquistare una sede significa consolidare le nostre radici e, allo stesso tempo, investire sul futuro dell'associazione. Non è stato un percorso semplice, ma abbiamo raggiunto questo traguardo grazie al sostegno del Consiglio, dei soci e del direttore Lasagna, attraverso un lavoro condiviso. Anche la scelta dell'immobile ha un valore particolare: un palazzo storico che ospita anche la redazione de La Provincia Pavese. L'ampia partecipazione delle istituzioni all'inaugurazione è stata un importante riconoscimento del nostro ruolo sul territorio, che ci responsabilizza ulteriormente nel lavoro quotidiano di rappresentanza e tutela delle imprese agricole».
Riso, prezzi e costi di produzione: la redditività resta la priorità
Tra le questioni più urgenti c'è la situazione del comparto risicolo, alle prese con un mercato poco remunerativo e con una campagna produttiva condizionata dalle temperature elevate.
«Dopo qualche segnale inizialmente positivo, il mercato ha registrato un calo significativo. La maggior parte delle varietà si attesta su una quotazione media di 35 euro al quintale, un prezzo ben lontano dal coprire i costi di produzione. Costi che quest'anno sono stati particolarmente elevati, a partire dal gasolio necessario non soltanto per i mezzi agricoli, ma anche per idrovore, pompe e pozzi utilizzati per l'irrigazione».
Anche il raccolto ha evidenziato situazioni molto differenti sul territorio. In alcune aree le produzioni sono risultate nella norma, mentre in altre il caldo ha compromesso la maturazione del chicco, con conseguenze sulle rese e sulla qualità.
«È fondamentale che il mercato e l'intera filiera riconoscano il valore del lavoro dei risicoltori, garantendo un'adeguata remunerazione. In caso contrario, sempre più aziende potrebbero orientarsi verso colture alternative, meno onerose anche se non necessariamente più redditizie, come la colza o il pioppo».
Sul comparto pesa anche l'inchiesta relativa al presunto falso riso biologico, una vicenda sulla quale la presidente invita alla prudenza e al rispetto delle garanzie.
«È necessario fare piena chiarezza, nel rispetto del lavoro della magistratura e delle persone e imprese coinvolte. Saranno gli accertamenti a stabilire eventuali responsabilità, senza anticipare giudizi o alimentare generalizzazioni che rischierebbero di penalizzare un intero comparto. Qualora venissero accertate irregolarità, si tratterebbe di comportamenti dannosi per i consumatori, per la credibilità della filiera e per le tante aziende che operano correttamente».
Sempio richiama inoltre la necessità di garantire condizioni di concorrenza leale: «La stessa attenzione riservata al riso italiano deve riguardare anche le grandi quantità di prodotto importate dall'estero. Il rigore dei controlli deve essere applicato in maniera uniforme».
Acqua, una gestione equa tra Lomellina e Vercellese
Resta centrale anche la questione della distribuzione delle risorse idriche, tornata a creare tensioni tra Lomellina e Vercellese.
«La soluzione passa necessariamente da una ripartizione equa dell'acqua, a livello di Coutenza Canali Cavour, tra Ovest Sesia ed Est Sesia, proporzionale alle superfici effettivamente irrigate. La posizione geografica non può determinare condizioni di vantaggio o svantaggio nell'accesso a una risorsa fondamentale per le nostre produzioni».
Confagricoltura Pavia segue inoltre con attenzione il dibattito in Regione Piemonte sulla possibile riorganizzazione e sull'accorpamento dei consorzi irrigui, un processo che, sottolinea la presidente, dovrà coinvolgere necessariamente anche Regione Lombardia.
Oltrepò Pavese, la valorizzazione deve coinvolgere tutta la filiera
Dalla Lomellina all'Oltrepò Pavese, il tema della redditività accomuna anche il settore vitivinicolo, dove molte aziende, soprattutto quelle che conferiscono le uve, continuano a confrontarsi con prezzi insufficienti.
«Guardiamo con favore al percorso di valorizzazione avviato dal Consorzio, dal Classese al progetto Montenapoleone, e auspichiamo che i benefici possano estendersi a tutta la filiera, comprese le aziende più piccole. La crescita dell'Oltrepò deve tradursi in un riconoscimento economico per tutti i produttori».
La valorizzazione delle denominazioni, tuttavia, non può essere sufficiente da sola. «Servono interventi concreti per contenere i costi, ridurre la burocrazia e restituire competitività alle imprese. È indispensabile una maggiore attenzione da parte delle istituzioni».
Agrivoltaico, trovare l'equilibrio tra agricoltura ed energia
Un'altra questione particolarmente sentita in Lomellina riguarda la diffusione dei progetti agrivoltaici e il loro impatto sulle attività agricole e sul territorio.
La posizione di Confagricoltura Pavia è favorevole allo sviluppo delle fonti rinnovabili, purché accompagnato da una pianificazione capace di tutelare la produzione agricola.
«Se riconosciamo la vocazione agricola della Lomellina e vogliamo valorizzarne anche le potenzialità turistiche ed enogastronomiche, dobbiamo essere coerenti nelle scelte che riguardano il territorio. Siamo favorevoli alle energie rinnovabili, ma è indispensabile trovare il giusto equilibrio tra produzione agricola e produzione di energia. Le due attività devono potersi integrare senza che l'una comprometta l'altra».
La presidente richiama anche l'attenzione sulle conseguenze economiche dell'interesse dei grandi fondi di investimento.
«Le offerte di acquisto e affitto dei terreni a cifre spesso fuori mercato rischiano di alterare gli equilibri del settore agricolo. Servono regole chiare per garantire che gli agricoltori continuino ad avere un ruolo centrale nella gestione e nella valorizzazione dei propri terreni».
Il nuovo mandato: più rappresentanza e risposte concrete al cambiamento climatico
Guardando ai prossimi anni, Sempio indica tra le priorità le energie rinnovabili, il carbon farming, la difesa della redditività delle imprese e un rafforzamento del confronto con le istituzioni.
«Sul carbon farming, ad esempio, è fondamentale che il valore generato dai crediti di carbonio venga riconosciuto anche alle imprese agricole, evitando che i benefici economici si concentrino esclusivamente a valle della filiera».
Sul piano sindacale, l'obiettivo è consolidare la presenza di Confagricoltura Pavia nei processi decisionali regionali ed europei, dalla programmazione dello sviluppo rurale alla nuova Politica Agricola Comune.
«Vogliamo portare il contributo delle nostre imprese ai tavoli in cui si prendono decisioni che incidono direttamente sul loro futuro. Chi lavora ogni giorno la terra deve poter contribuire a definire le politiche agricole».
Ma la sfida più importante, secondo la presidente, resta quella del cambiamento climatico, per affrontare la quale servono investimenti straordinari e una programmazione di lungo periodo.
«Sul fronte idrico stiamo già lavorando con i nostri tecnici e il Politecnico di Torino per individuare soluzioni concrete. Abbiamo dati, competenze e proposte da mettere a disposizione delle istituzioni. Vogliamo che il mondo agricolo sia protagonista delle scelte che riguardano il futuro del territorio».
Un impegno che sintetizza la direzione del nuovo mandato: rafforzare la rappresentanza delle imprese, difenderne la capacità produttiva e accompagnare l'agricoltura pavese nelle trasformazioni economiche, ambientali e tecnologiche dei prossimi anni.