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ANALISI DI DETTAGLIO DELLE RISERVE IDRICHE IN AMBITO AGRICOLO, SITUAZIONE AL 6 MARZO 2026

Scritto da

Ing. Lasagna Alberto

Pubblicato il

06/03/2026

Le ultime settimane hanno segnato una fase di rallentamento nella ricostituzione invernale delle riserve idriche.

Si sono interrotti gli eventi e i dati positivi della precedente analisi hanno visto una virata verso una revisione influenzata da temperature ben più alte della media stagionale.

Il confronto delle seguenti immagini evidenzia la riduzione negli ultimi 14 giorni degli accumuli nevosi dati in parte dal compattamento ma, in modo prevalente, dallo scioglimento.

La progressiva riduzione degli indicatori rossi segnala la progressiva compromissione degli accumuli nivali. Nell’immagine del 6 marzo vi è un evidente errore strumentale con riferimento ad una stazione di misura in prossimità di Torino.

Il calo degli accumuli misurato nelle 4 stazioni di riferimento, pari a 26 cm, è, a parità di periodo, il secondo più intenso dal 2008 ad oggi: peggio fu solo nel 2015 ma con accumuli medi quasi doppi quindi con un effetto compattamento della neve molto più accentuato.

La media del periodo considerato vede un aumento degli accumuli medio di 13 cm per cui lo scostamento assoluto rispetto alla media è di 39 cm.

La seguente tabella riporta l’andamento degli accumuli medi tra il 19 febbraio e il 6 marzo negli ultimi 19 anni.

Semplificando si può affermare che lo scioglimento della neve è sempre più anticipato ed accelerato, dato atteso stante l’attuale innalzamento delle temperature medie. Uno scenario in rapidissima evoluzione con dinamiche nettamente sfavorevoli al comparto agricolo che si vanno a sommare a una situazione dei mercati e geopolitica altrettanto sfavorevole.

Il fattore tempo impone scelte urgenti di governo e di gestione della risorsa e delle modalità di accumulo, ciò che accade avviene con dinamiche infinitamente più rapide rispetto alle tempistiche di programmazione e di gestione con cui si opera ad ogni livello anche in forza di una complessiva stratificazione burocratica.

In pochi anni il quadro complessivo è cambiato in modo drastico mentre l’assetto normativo, dal livello comunitario fino alle dinamiche nazionali e regionali, è ancora costituito da norme emanate nel corso del secolo scorso quando gli effetti dell’antropocene non erano minimamente paragonabili a quelli riscontrati nel corso dell’ultimo decennio: ora la regola sono eventi alluvionali dall’intensità millenaria ma dalla ricorrenza triennale e siccità che si protraggono anche per 18 mesi.

Occorre con urgenza adattare il quadro normativo agli scenari non solo attesi ma già in essere.

Il Lago Maggiore è interessato da un costante leggero calo con un’altezza inferiore ai 90 cm. Il dato è ancora sopra media anche in conseguenza dell’accentuato scioglimento nivale.

L’andamento degli accumuli presenti nei bacini idroelettrici elvetici è in fase di fisiologico calo ed è ancora leggermente sotto media.

La falda freatica ha interrotto la fase di aumento data dalla piovosità di gennaio e febbraio ed è in una fase di stabilità. Il dato è attualmente in media ma è ragionevole ipotizzare la ripresa di una fase di calo dopo la stabilità di queste settimane.

Andamento neve:

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia una riduzione del valore medio di circa 26 cm rispetto alla precedente analisi, un dato preoccupante per il periodo come evidenziato in premessa.

Lago Maggiore:

Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico nell’intorno dei 90 cm, un dato in leggero calo negli ultimi 14 giorni ma ancora sopra media, situazione sicuramente influenzata dallo scioglimento nivale. 

Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.

Dal sito www.laghi.net

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch/

Andamento Falda:

L’andamento della falda freatica ha interrotto la fase di recupero ed è in una fase stabilità come evidenziato in premessa.

Attualmente è in fase di miglioramento la rete di monitoraggio anche in collaborazione con il Politecnico di Torino nell’ambito di un percorso ampio e strutturato di collaborazione operativa.

Andamento volumi accumulati in falda freatica – dato indicativo.

Piovosità:

Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina. 

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:

Questa quinta stima da inizio anno della scala di allarme risente dell’accelerazione dello scioglimento nivale. Lo stato degli accumuli nevosi porta a mantenere, pur con estrema attenzione e consapevoli di un peggioramento in atto, un indicatore 3. Il Lago Maggiore ha un buon riempimento e la situazione complessiva porta a ritenere coerente un indicatore 3. Con riferimento infine alla falda si ritiene coerente un fattore a 2 su 5.

Questo porta a confermare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 8 su un massimo di 15, un andamento costante ma con segnali di possibile peggioramento.

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