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AGRITURISMI, IN PROVINCIA DI PAVIA CRESCE LA MULTIFUNZIONALITÀ

Scritto da

Confagricoltura

Pubblicato il

20/03/2026

Gli agriturismi non sono più soltanto un’attività complementare dell’azienda agricola, ma una leva sempre più importante di diversificazione, presidio del territorio e valorizzazione delle produzioni locali. È il quadro che emerge anche in provincia di Pavia, dove due realtà associate a Confagricoltura Pavia – Agriturismo Zerbi di Pieve Albignola e Cascina Costanza di Godiasco – raccontano un settore capace di investire e innovare, ma che oggi si misura con problemi molto concreti: reperimento del personale, costi, rigidità normative e difficoltà nel rispettare alcuni vincoli di approvvigionamento. In Lombardia, del resto, l’attività agrituristica è regolata da una disciplina specifica che insiste proprio sul legame tra azienda agricola, multifunzionalità e utilizzo di prodotti propri e del territorio. 

Nel caso dell’Agriturismo Zerbi, l’evoluzione è stata graduale ma costante. L’attività è partita nel 2016, recuperando progressivamente spazi già esistenti fino ad ampliare l’offerta con una sala dedicata e un portico utilizzabile tutto l’anno. Oggi l’azienda affianca alla produzione agricola la ristorazione, la vendita diretta e attività rivolte anche alle famiglie, in una formula che sul proprio sito tiene insieme ristorazione, emporio e percorsi didattici. 

Cristina Zerbi racconta un modello costruito attorno alla cucina della tradizione lombarda e ai prodotti del territorio: salumi, riso Carnaroli classico, polenta con farina aziendale, pasta fresca e preparazioni realizzate internamente. Accanto a questo, ci sono l’orto, la frutta, gli animali da cortile e uno spazio dedicato ai bambini. Il risultato è un agriturismo che negli anni ha allargato il raggio d’azione fino a ospitare piccoli eventi e matrimoni civili.

Ma è proprio qui che, secondo Zerbi, emergono alcuni limiti del sistema. Da una parte c’è la difficoltà di farsi conoscere abbastanza, soprattutto sul fronte della comunicazione e del marketing digitale; dall’altra c’è il tema delle regole, a partire dai limiti sui coperti e soprattutto dalle percentuali da rispettare nell’impiego di prodotti aziendali, territoriali e acquistati. Per un’azienda risicola, spiega, il basso valore del riso rende più complesso mantenere gli equilibri richiesti dalla normativa, specie quando si vogliono garantire pranzi di lavoro a prezzi accessibili.

Un percorso diverso ma per certi versi analogo è quello di Cascina Costanza, realtà che ha costruito una propria identità forte attorno a vino, lavanda, olio essenziale, orto, confetture, miele e ristorazione. Il sito dell’azienda mette al centro proprio la cucina, i prodotti della cascina e la vendita, confermando una vocazione pienamente multifunzionale. 

Costanza Ferrari, che ha avviato l’attività nel 2018 dopo un precedente percorso professionale da archeologa, sottolinea come oggi la riconoscibilità passi anche dalla capacità di costruire una presenza online: i social, in questo caso, sono diventati uno strumento importante, così come eventi identitari come la festa della lavanda.

Anche qui, però, non mancano le criticità. Ferrari indica nei cambiamenti climatici un fattore sempre più pesante, ma mette al primo posto la difficoltà di trovare personale disposto a lavorare in campagna e nella ristorazione agrituristica. A questo si aggiunge, secondo la sua esperienza, una normativa che andrebbe riletta in chiave più aderente ai territori reali: il criterio regionale per l’approvvigionamento, osserva, rischia talvolta di risultare meno coerente della semplice prossimità geografica, soprattutto nelle aree di confine.

Il punto, in sostanza, è che gli agriturismi chiedono di essere letti per quello che sono: imprese agricole che fanno accoglienza senza smettere di produrre, e che proprio per questo hanno bisogno di regole capaci di tenere insieme identità agricola, sostenibilità economica e concretezza operativa. La notizia che arriva da queste due esperienze associate a Confagricoltura Pavia è quindi duplice: da un lato c’è un settore vivo, che continua a investire, ampliare servizi e valorizzare il territorio; dall’altro c’è la richiesta, sempre più netta, di un confronto sulle condizioni necessarie per renderlo davvero sostenibile.

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