La rete irrigua è in fase di riattivazione mentre gli usi della risorsa sono ancora estremamente limitati.
La situazione delle riserve presenta fattori in chiaroscuro. Gli accumuli nevosi, tardivi e poco compattati, segnalano una rapida degenerazione conseguenza delle dinamiche termiche.
Il lago Maggiore presenta un buon riempimento, prossimo ai massimi di regolazione; situazione sicuramente più complessa la si riscontra nei serbatoi idroelettrici elvetici del bacino del Ticino dove il riempimento si sta ricostituendo a rilento nonostante lo scioglimento nivale, e la percentuale di riempimento è prossima ai minimi assoluti.
La falda freatica presenta un andamento ancora in calo ma il beneficio portato dalle piogge di gennaio e febbraio ha permesso di riportare in media l’andamento recuperando le difficoltà di fine 2025.
L’accelerazione del cambiamento climatico si sta manifestando in molti modi: l’incremento della ventosità, la riduzione dell’umidità relativa, la riduzione e la tardività delle precipitazioni nevose e l’intensificazione delle precipitazioni piovose.
La sommatoria di questi eventi impone una riflessione importante sui modelli operativi irrigui. Proprio in questi giorni si sono festeggiati i 160 anni dalla costruzione del Canale Cavour, un’opera nata da intuizioni lomelline per irrigare anche e soprattutto il territorio tra Sesia e Ticino. Il Canale Cavour fu un’opera visionaria, complessa e dalle fortissime ricadute socioeconomiche: ridisegnò un territorio riportando benessere dopo le dure prove causate dalle guerre di indipendenza.
Il Congresso Agrario di Mortara del 1846 e, ancor prima, l’intuizione del sartiranese Giuseppe Nigra nel 1840, furono gli elementi che consentiranno al Rossi e al Noè di immaginare l’opera poi completata con il sussidiario Farini, il Diramatore Sella, i sub diramatori Lomellini e poi il Diramatore Vigevano. Il completamento, nella seconda metà del novecento, del Canale Regina Elena e del diramatore Alto Novarese realizzeranno un sistema irriguo dalla forte interconnessione tra una pluralità di risorse.
Oggi quel sistema, che si comporta come una macchina robusta, affidabile e rodata che proprio nulla ha da invidiare a scintillanti e costose autovetture moderne, necessita di un ripensamento che ponga nuovamente al centro il comparto agricolo. Pragmatismo e visionarietà furono ciò che permisero di costruire in soli 1000 giorni il canale Cavour. Coerenza con la storia dei nostri territori e capacità di costruire il futuro sono ciò che occorre oggi, partendo dal water farming e garantendo la centralità dell’agricoltura, senza estremismi ideologici e deliri burocratici.
Andamento neve:
L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenziano la compromissione di una consistente parte degli accumuli nevosi formatisi con le precipitazioni di marzo, passando da un dato sopra media al 19 marzo 2026 ad un dato sotto media in questa analisi. Questa compromissione evidenzia l’incidenza dell’accelerazione dell’innalzamento termico.
Si riportano i grafici con gli andamenti sia al 3 aprile che al 17 aprile dove si concretizza questa compromissione.
Tra il 3 aprile e il 17 aprile correnti, l’accumulo medio, riferito al periodo 2008/2026, è passato dalla 12° posizione alla 15°, quindi si è peggiorato ben più dell’andamento medio: questi sono gli effetti dell’innalzamento termico che va a impattare su nevicate tardive.


Lago Maggiore:
Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico nell’intorno dei massimi di regolazione a circa 125 cm con una portata in deflusso in equilibrio con gli afflussi.
Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.
Dal sito www.laghi.net:

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch/

Andamento Falda:
L’andamento della falda freatica è in linea con la dinamica attesa.

Andamento volumi accumulati in falda freatica – dato indicativo.

Piovosità:
Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:
Questa settima stima da inizio anno della scala di allarme vede un peggioramento soprattutto con riferimento alla neve. Lo stato degli accumuli nevosi si è degradato rapidamente, questo porta ad adottare un indicatore 3. Il Lago Maggiore ha un buon riempimento ma la lentezza nel recupero dello riempimento dei serbatoi idroelettrici porta a ritenere coerente un indicatore 3. Con riferimento infine alla falda si ritiene coerente un fattore a 2 su 5.
Questo porta a confermare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 8 su un massimo di 15.
Prossima lettura
REGISTRATORI DI CASSA E POS, ANCORA POCHI GIORNI PER FARE L’ABBINAMENTO ONLINE. SCADE IL 20 APRILE IL TERMINE PER GLI STRUMENTI DI PAGAMENTO ATTIVI A GENNAIO 20
navigate_next