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ANALISI DI DETTAGLIO DELLE RISERVE IDRICHE IN AMBITO AGRICOLO, SITUAZIONE AL 29 MAGGIO 2026

Scritto da

Ing. Lasagna Alberto

Pubblicato il

29/05/2026

L’ondata di caldo di questi giorni rappresenta un massimo per intensità e durata. Ciò che accadeva a luglio, si manifesta a maggio. Questo ha determinato un improvviso incremento dell’idroesigenza colturale, un anticipo della crescita della vegetazione acquatica nei canali irrigui e, soprattutto, una rapidissima compromissione degli accumuli nevosi. Sul territorio si segnalano già criticità gestionali nella disponibilità di risorsa.

La preoccupazione per l’anomalia termica, che determina per altro accumuli energetici che potrebbero favorire eventi estremi come quelli delle scorse ore, si somma a quella per la rapida compromissione degli accumuli nevosi ormai presenti solo sopra i 2500 mslm. Inoltre i serbatoi idroelettrici sono prossimi ai minimi storici come riempimento con un rallentamento delle dinamiche di accumulo che può solo creare allarme. Pur non essendo di diretto interesse per l’areale irriguo, è particolarmente significativo il grado di riempimento dei bacini nel Vallese in Svizzera che nel mese di maggio (mese da sempre caratterizzato da accumulo) si è addirittura ridotto segnando un minimo storico all’8% come evidenzia il grafico seguente.

Un ulteriore dato che non riscontra precedenti è rappresentato dall’escursione termica registrata nel corrente mese di maggio a Sartirana Lomellina: 30 gradi di escursione termica tra il 2 e il 27 maggio. Ormai il disordine e il caos climatici sono un dato incontrovertibile dettato dall’accelerazione degli eventi, almeno nell’areale risicolo.

Unica nota positiva è l’andamento della falda che si presenta in condizioni migliori rispetto alla media dell’ultimo quinquennio.

Appare sempre più evidente la necessità di un cambio gestionale nell’uso della risorsa irrigua per provare, ammesso di riuscirci, a costruire modalità condivise di adattamento alle nuove condizioni. Occorre mettere a sistema l’uso della falda freatica come elemento centrale di parziale stabilizzazione del sistema, ma l’impressione è che si stia accumulando ritardo, perpetuando mappe concettuali anacronistiche. Nel mentre il cambiamento climatico accelera sempre più e le imprese agricole sono i soggetti più danneggiati, soprattutto se posizionate sui terminali dei sistemi irrigui complessi, dell’intero comparto socio/economico.

Analizzando in dettaglio.

Andamento neve:

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia il 3° peggior accumulo dal 2008 in poi nonostante il freddo della prima metà di maggio.

Dinamiche di scioglimento nivale degli ultimi 3 giorni:

Lago Maggiore:

Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico nell’intorno dei 105 cm in lenta, ma inesorabile discesa nonostante la buona gestione delle derivazioni che solo negli ultimi giorni si sono avvicinate alla competenza.

Il dato, pur se di poco, è sotto la media storica.

Come già evidenziato, il ridotto accumulo nevoso non è un buon viatico in quanto terminati i volumi disponibili nel Lago le uniche possibilità di riempimento saranno le piogge e l’attuale dinamica di caldo potrebbe aprire solo ad eventi temporaleschi ben diversi dalle piogge intense e prolungate a cui si era abituati nel mese di maggio.

I serbatoi nel Ticino negli ultimi 15 giorni hanno recuperato appena il 3% di riempimento contro un andamento medio dell’ultimo decennio che presenta una velocità di 3 volte superiore.

Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.

Dal sito www.laghi.net

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch/

Andamento Falda:

L’andamento della falda freatica è in linea con la dinamica attesa con una risalita che si sta manifestando con un trend migliore rispetto alla media dell’ultimo quinquennio, un dato inferiore solo a quello del 2024.

Andamento volumi accumulati in falda freatica – dato indicativo.

Piovosità:

Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina. 

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:

Questa nona stima da inizio anno della scala di allarme vede un andamento costante rispetto alla precedente grazie al freddo di questi giorni. Lo stato degli accumuli nevosi è prossimo ai minimi :  ciò porta ad adottare un indicatore 4. Il Lago Maggiore ha un buon riempimento, ma l’esiguità degli accumuli nevosi porta a ritenere necessario un indicatore 4. Con riferimento infine alla falda si ritiene coerente un fattore a 3 su 5.

Questo porta a confermare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 11 su un massimo di 15, in peggioramento di un punto rispetto alla precedente analisi.

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