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ANALISI DI DETTAGLIO DELLE RISERVE IDRICHE IN AMBITO AGRICOLO, SITUAZIONE AL 13 GIUGNO 2025

Scritto da

Ing. Lasagna Alberto

Pubblicato il

13/06/2025

Nella scorsa analisi si partì con una citazione, ora i fatti superano le preoccupazioni che si manifestavano e raccontano di uno scenario inatteso, e non si parla di condizioni meteorologiche o di accumuli di riserve.

Da una decina di giorni sono iniziati, con una tempistica che non si riesce a comprendere, i lavori di demolizione dei parapetti su entrambe le sponde e per oltre 1500 metri sul canale Cavour, appena a valle del Ponte Canale sulla Dora Baltea in un tratto in totale rilevata.

Questo determina una minor quota di esercizio del canale di almeno 35 cm, ammettendo di tenere il canale con dei franchi di sicurezza davvero esigui in un contesto quanto mai complicato. Si stima che il mancato deflusso sia nell’ordine di almeno 15 m3/s, ma i tecnici consortili potranno essere più precisi.

La seguente documentazione fotografica testimonia la situazione cantieristica, un qualcosa di insolito pensando al Canale Cavour nel mese di giugno: nelle settimane di massimo fabbisogno irriguo.

In questi giorni in Lomellina sono diffuse le criticità sia sulla rete derivata che sui corpi idrici alimentati da restituzioni e fontanili. La rete sussidiata dal Canale Cavour non è in competenza, il Diramatore Vigevano ha presentato per giorni interi una riduzione prossima al 90 % e si teme che questo fatto sia causa diretta degli interventi sul Canale Cavour, soprattutto in momenti in cui la disponibilità fluviale, pur se in rapido calo, è ancora buona.

Sarebbe opportuno che le riduzioni di portata imposte dalla cantierizzazione in essere sul canale Cavour non ricadessero su comprensori scevri di responsabilità dirette come il novarese e la Lomellina. Per altro il personale tecnico di Est Sesia è attivo da giorni per limitare gli impatti di questo cantiere.

Anche se i modelli predittivi in ambito di servizio irriguo appaiono ancora poco compresi in taluni ambienti, nonostante le evidenze di una sperimentazione avviata dal nefasto 2022, è evidente come le tendenze siano chiare e il non affrontarle, o peggio adottare scelte che non considerano le dinamiche in essere, non è sinonimo di saggezza.

Difficoltà nel soddisfare il fabbisogno irriguo sono segnalate anche nel basso pavese, ad esempio nel Cavo Ravano.

Si è in presenza della piena concomitanza dei fabbisogni irrigui del mais e del riso a semina interrata, bisogni enfatizzati dall’attuale ondata di caldo che è davvero potente e prematura.

Il caldo anticipato e anomalo di questi giorni ha poi quasi totalmente compromesso gli accumuli nevosi che restano strutturati solo a quote superiori ai 2500 m, ma sono in rapido scioglimento anche a quote più alte.

Il Lago Maggiore ha beneficiato dello scioglimento nivale e si è mantenuto intorno ai massimi di regolazione, ma esaurita la neve la ricarica avverrà solo in presenza di piogge.

La falda freatica è ancora in grande difficoltà e le misure che si riscontrano a Sartirana sono le più basse degli ultimi 5 anni. Pur se ripetitivo occorre evidenziare come si sia in presenza di una assoluta non gestione dell’invaso di falda. Purtroppo.

Riserve Nevose:

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia un drastico calo con la presenza di accumulo che, rispetto a due settimane fa si è ridotta a 1/3, passando da una media delle stazioni di 127 cm a soli 43 cm.

Lago Maggiore:

Il lago Maggiore ha un livello idrometrico nell’intorno dei 130 cm sullo zero di riferimento, con un andamento stabile. I bacini idroelettrici elvetici sono in buona ripresa con un valore sopra la media.

Si riporta di seguito anche l’andamento degli invasi elvetici nel Canton Ticino.

Dato in cm del livello idrometrico a Sesto Calende negli ultimi tre anni al 12 giugno.

Andamento Falda:

La falda freatica è in una fase di ripresa, negli ultimi giorni un poco più accentuata. Purtroppo si rileva una quota che è la più bassa degli ultimi 5 anni, dato ancor più grave se pensiamo che ancora a marzo era al livello più alto dell’ultimi quinquennio. Un dato preoccupante.

Prosegue la stima del volume accumulato nella falda freatica dell’areale risicolo Vercellese, Novarese e Lomellino sia con grafico pluriennale che con informazioni tabellari.

Nota sull’uso delle informazioni:

Si tratta di un modello sperimentale realizzato per affinare la conoscenza del comportamento della falda e si ribadiscono le modalità di lettura dei dati già indicate nelle precedenti analisi.

Nelle ultime settimane si sono stimati i volumi accumulati in falda così come dettagliato di seguito:

I milioni di m3 di minor accumulo in falda rispetto al 2023 e al 2024 determineranno un inevitabile importante ritardo nella riattivazione del sistema di fontanili.

Si riporta l’andamento pluviometrico degli ultimi sei mesi (gennaio - giugno) dell’ultimo quadriennio a Sartirana Lomellina. 

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:

La situazione complessiva è stabile.

L’accumulo nevoso, vista la quasi totale compromissione nelle ultime settimane, porta ad utilizzare un valore pari a 4 su 5 della scala di allarme. Il Lago Maggiore ha un importante riempimento: l’indicatore è confermato a 2 su 5. Con riferimento alla falda si ha un comportamento tendenziale peggiore rispetto agli altri anni, l’indicatore che si ritiene più plausibile è 4 su 5, confermando la precedente analisi anche in considerazione dell’attuale stasi sistemica.

Un ulteriore punto viene inserito in considerazione dei lavori sul Canale Cavour che possono avere impatti a cascata. Si confida di poter togliere quanto prima tale elemento.

Questo porta a un indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 11 su un massimo di 15, in peggioramento rispetto a due settimane fa.

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