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ANALISI DI DETTAGLIO DELLE RISERVE IDRICHE IN AMBITO AGRICOLO, SITUAZIONE AL 26 GIUGNO 2026

Scritto da

Ing. Lasagna Alberto

Pubblicato il

26/06/2026

La situazione delle riserve idriche si è compromessa in pochi giorni, come purtroppo era prevedibile.

L’eccezionale ondata di caldo, anomala per anticipo stagionale, intensità e durata, ha determinato la definitiva compromissione degli accumuli nivali con un mese di anticipo rispetto all’andamento medio degli ultimi venti anni e ben due mesi di anticipo rispetto a quanto accaduto nel 2009 e nel 2013. Sono passati circa 15 anni eppure sembra sia trascorsa un’era geologica.

Al 26 giugno, negli ultimi 20 anni, solo 5 anni presentano accumuli nevosi totalmente assenti sotto i 3000 metri. Di questi 5 anni ben quattro sono posizionati nell’ultimo quinquennio. Siamo davanti ad un dato ormai sistemico.

Negli ultimi 5 anni i fiumi alpini hanno cambiato il loro regime idrologico: da nivoglaciale a pluviale. E questo è avvenuto nella disattenzione di tutti, talvolta impegnati a disquisire di forma e di gestione di piccolo potere invece che guardare la sostanza. Tutti, o quasi tutti.

Il cambio di regime idrologico dei fiumi principali (Po, Dora Baltea, Sesia e Ticino) ha impatti devastanti sull’intera pianura padana. Scarsità (cosa diversa da siccità) e alluvioni stanno diventando la regola. Il sistema infrastrutturale irriguo non è stato pensato e ottimizzato per questi scenari. Nessuno possiede o costruisce le mappe concettuali adatte a provare a governare le dinamiche che stanno diventando la regola. E questa mancanza di visione organica sta determinano le pesanti criticità che l’agricoltura della provincia di Pavia sta subendo più di altri territori.

San Tommaso d’Acquino nei criteri che individua per definire la bellezza, indica la proporzione (proportio come armonia e proporzione) come uno degli elementi fondamentali. E la proporzione diventa equilibrio tra le parti.

In questo contesto di caos climatico, idrologico e irriguo la corretta proporzione diventa elemento fondamentale per gestire il transitorio con un equo riparto della carenza e costruire. Proporzione e urgenza di realizzazione diventano un metodo di resilienza che non può prescindere dal governo annuale della falda freatica.

Per avere proporzione occorre agire ma necessita anche condividere quante più informazioni nel più breve tempo possibile. Questa rubrica, attiva da oltre 5 anni, condivide informazioni e ha permesso di innescare dibattito, ricerca, sperimentazione e consapevolezza operativa.

Ora occorre condividere maggiormente anche le informazioni idrometriche, non tanto per favorire dinamiche voyeuristiche in ambito idraulico, ma per assicurare trasparenza e piena consapevolezza sia intorno alle difficolta del sistema consortile che rispetto all’equo riparto delle fatiche irrigue tra i diversi territori.

Il dato di derivazione del canale Regina Elena dal Ticino a valle del Lago Maggiore è conoscenza da sempre condivisa grazie alla trasparenza del Consorzio del Ticino. Altrettanto avviene per le derivazioni del Consorzio Est Ticino Villoresi. Occorre ora condividere i dati giornalieri relativi anche alle derivazioni da Po (Canale Cavour), da Dora Baltea (Naviglio di Ivrea, Canale Farini e Naviglio di Ivrea) così da integrarle con i dati che pubblicati quasi quotidianamente delle derivazioni da Sesia. Tutto questo serve per creare diffusa consapevolezza anche nel mondo imprenditoriale agricolo così che si abbia costante conoscenza dei principali dati di portata, di distribuzione, di disponibilità e di oscillazione. Non serve una alluvione di informazioni ma dati significativi in grado di innescare memoria condivisa.

Queste informazioni diventano fondamentali, soprattutto in questa fase di accelerazione del cambiamento climatico, per consentire scelte agronomiche oculate ottimizzando trattamenti, concimazioni e dinamiche agronomiche.

La conoscenza diffusa e distribuita è sempre un valore aggiunto che, oltre a concorrere alla bellezza cara a San Tommaso, permette di assicurare la distribuzione irrigua più efficiente ed efficace.

Ad esempio, secondo i dati pubblicati dall’Autorità di Bacino nell’osservatorio del 25 giugno, emerge una derivazione da Po del Canale Cavour a Chivasso con una riduzione che sembrerebbe pari a circa il 7%, fattore che si amplifica scendendo in sinistra Sesia.

Il seguente quadro sinottico, riportato nel complesso e in dettaglio, è disponibile sul sito dell’Autorità di Bacino per il Po.

La percentuale di riduzione che emerge, al 22 giugno, delle derivazioni da Po e Dora Baltea sembrerebbe complessivamente pari a circa il 15%. Nei giorni successivi la situazione si è modificata, ma già il 22 giugno la situazione in Lomellina era ben peggiore.

La neve è ormai assente e ciò che si scioglie è ghiaccio antico (stiamo dilapidando in pochi anni un patrimonio di ghiaccio costituitosi in secoli di accumulo nevoso). Il lago Maggiore ha rallentato il calo negli ultimi giorni ma in due settimane ha perso ben 53 cm con un calo medio di quasi 4 cm giorno.

La falda fornisce dati incoraggianti: l’andamento è il migliore dell’ultimo quinquennio. Questo dato è da attribuire sicuramente alla piovosità degli ultimi mesi, con l’eccezione di un arido giugno, dove le precipitazioni sono state costante e, spesso, poco intense. Parte del buon andamento può essere poi iscritto, probabilmente, al minor compattamento dei suoli praticato nella fase di preparazione delle risaie anche per motivazioni economiche.

Ancora una volta emerge come governare la falda freatica, costruire il MAR - (Managed Aquifer Recharge) più ampio d’Europa, sia essenziale. Condividere informazioni e avviare, da subito, dinamiche diffuse di ricarica artificiale e controllata delle falde acquifere, può aiutare a contrastare e mitigare l’accelerazione del cambiamento climatico. I segnali circa la possibilità di farlo che arrivano da Imprese, Istituzioni e mondo Accademico sono sempre più incoraggianti. 

Altro elemento negativo è rappresentato dai serbatoi idroelettrici che sono intorno al minimo dell’ultimo decennio. Preoccupa anche la scarsità di produzione idroelettrica nei primi 5 mesi del 2026 verificata sulla base dei dati di Terna. Questa scarsità, dettagliata nella successiva tabella, è indice di una ridotta disponibilità e circolazione di risorsa irrigua.

Il dato è superiore solo al periodo siccitoso a cavallo tra 2022 e 2023 e in ogni caso del 9% inferiore alla media quinquennale che comprende anche le due annate siccitose.

Nel canton Ticino i serbatoi idroelettrici sono in assoluta crisi, con un riempimento pari al 34%, per altro a scioglimento nivale completato.

Analizzando in dettaglio.

Andamento neve:

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia la totale compromissione del manto nevoso, un dato ormai consolidato alla fine di giugno che conferma il cambio di regime idrologico dei fiumi alpini.

Lago Maggiore:

Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico al di sotto dei 56 cm in repentino calo rispetto ai 110 cm di appena due settimane fa.

Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.

Andamento Falda:

L’andamento della falda freatica è il migliore dal 2021 ad oggi, purtroppo la scarsità irrigua e le turnazioni in essere potrebbero rallentarne la dinamica positiva. Sulla scorta delle osservazioni e delle modellazioni è ragionevole ipotizzare che, entro il 10 luglio, si possa avere una buona riattivazione delle colature, delle fontane e delle restituzioni a Po nell’ordine di almeno 40/50 m3/s. La previsione è, purtroppo, pesantemente condizionata dalla crescente scarsità di acque nelle fonti fluviali principali.

Andamento volumi accumulati in falda freatica – dato indicativo.

Piovosità:

Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina dove spicca l’assoluta assenza di precipitazioni di giugno dopo mesi di piogge costanti.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:

Questa undicesima analisi da inizio anno della scala di allarme vede un andamento in preoccupante peggioramento alla precedente Lo stato degli accumuli nevosi è compromesso, questo porta a un indicatore 5 in considerazione dell’anticipo con cui si è sciolta la neve. Il Lago Maggiore è in rapido calo con assenza di neve e serbatoi idroelettrici ai minimi, questo porta a ritenere coerente un indicatore 4. Con riferimento infine alla falda si ritiene coerente un fattore a 3 su 5.

Solo eventi di pioggia diffusi e costanti possono migliorare la situazione.

Questo porta a peggiorare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua portandolo a 12 su un massimo di 15, con trend in peggioramento rispetto alla precedente analisi e outlook negativo.

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