Le precipitazioni delle ultime due settimane hanno dato un contributo attivo al sistema irriguo. Permangono criticità locali sui terminali soprattutto là dove si utilizzano colature e risorgive.
La falda, nella consueta stazione di misura, ha un andamento in linea con gli ultimi anni. Se le ultime settimane sono positive, ciò che appare preoccupante è l’andamento analizzato su base semestrale. Analizzando il periodo gennaio – giugno degli ultimi 4 anni si rileva il seguente andamento:

Leggendo la tabella emerge come l’incremento della falda nel semestre appena concluso sia più simile a quello del travagliato 2022 rispetto agli scorsi anni quando, memori della siccità, si fece circolare più acqua. E questo nonostante le piogge non insignificanti dell’ultimo semestre.
L’andamento riscontrato è ciò che spiega le difficoltà di risorgive, colature e terminali.
Ancora più significativa è l’analisi del periodo gennaio / maggio con riferimento agli stessi anni:

In questo arco temporale il dato 2025 è il peggiore della serie, ancor peggio del 2022 nonostante le piogge primaverili. Se non fosse piovuto nei primi mesi del 2025 avremmo una falda drammaticamente bassa con problemi sistemici ancora più gravi di quelli sopra richiamati.
La differenza assoluta tra 2024 e 2025 a parità di periodo è di ben 48 cm, pari a oltre 3 settimane di ritardo nella riattivazione dei fontanili.
E’ evidente come il ritardo della riattivazione delle reti irrigue e della distribuzione irrigua, dovuta anche alle piogge primaverili che rispondevano alle iniziali idroesigenze colturali, ha un impatto diretto sull’efficienza del sistema irriguo e sulla disponibilità complessiva di risorsa.
Qui si inizia a dimostrare come una distribuzione continuativa della risorsa introduca un elemento virtuoso che deve portare ad una riflessione sul riparto dei costi del servizio irriguo. Anticipando la derivazione dell’acqua nelle reti distributive anche terminali, favorisco l’accumulo in falda e il riuso quindi ho un beneficio diretto al sistema che può essere riconosciuto con una riduzione tariffaria. In sintesi prima apro la bocca e metto l’acqua in circolo meno si dovrebbe pagare. E’ una riflessione non più rinviabile e i numeri della falda lo dimostrano.
Proseguendo nelle analisi, le riserve nevose sono compromesse ben oltre i 3000 metri.
Il Lago Maggiore ha un riempimento in linea con le previsioni illustrate nella precedente analisi.
I bacini elvetici stanno invece già risentendo della precoce compromissione della neve e hanno rallentato in modo significativo l’incremento dei volumi.
La falda freatica è in ripresa pur scontando un pessimo mese di maggio e giugno.
Riserve Nevose:
L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia la totale compromissione delle riserve nevose.
Il grafico evidenzia tale stato:

Lago Maggiore:
Il lago Maggiore ha un livello idrometrico nell’intorno degli 85 cm sullo zero di riferimento. L’andamento è in calo come prevedibile.


Si riporta di seguito anche l’andamento degli invasi elvetici nel Canton Ticino.

Dato in cm del livello idrometrico a Sesto Calende negli ultimi tre anni all’11 luglio.

Andamento Falda:
La falda freatica è in una fase di ripresa al netto delle considerazioni evidenziate in premessa.

Prosegue la stima del volume accumulato nella falda freatica dell’areale risicolo Vercellese, Novarese e Lomellino sia con grafico pluriennale che con informazioni tabellari.

Nota sull’uso delle informazioni:
Si tratta di un modello sperimentale realizzato per affinare la conoscenza del comportamento della falda e si ribadiscono le modalità di lettura dei dati già indicate nelle precedenti analisi.
Nelle ultime settimane si sono stimati i volumi accumulati in falda così come dettagliato di seguito:

I milioni di m3 di minor accumulo in falda rispetto al 2023 e al 2024 si stanno mantenendo stabili rispetto alle precedenti analisi.
Si riporta l’andamento pluviometrico degli ultimi sei mesi (gennaio - giugno) dell’ultimo quadriennio a Sartirana Lomellina. Il corrente mese di giugno è stato molto poco piovoso al pari di inizio luglio.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:
La situazione complessiva è stabile.
L’accumulo nevoso, vista la totale compromissione nelle ultime settimane, porta a confermare un valore pari a 4 su 5 della scala di allarme. Il Lago Maggiore è in fase di calo: l’indicatore è aumentato a 3 su 5 in considerazione dell’ormai conclamata assenza di neve. Con riferimento alla falda si ha un comportamento in leggera ripresa, l’indicatore che si ritiene più plausibile è 3 su 5.
Questo porta a confermare un indicatore complessivo della scala di allarme irrigua a 10 su un massimo di 15
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