L’attività irrigua è entrata nella fase più critica. L’abbassamento delle temperature, in linea o leggermente superiori alla media stagionale ma considerevolmente inferiori rispetto alla straordinaria anomalia termica degli ultimi 30 giorni, ha portato un oggettivo sollievo.
In questa situazione emergenziale l’abbassamento termico determina un minor scioglimento dei ghiacci antichi e quindi un minor deflusso soprattutto nei fiumi sottesi alle Alpi Graie e Pennine: Dora Baltea e Sesia hanno assunto un comportamento quasi torrentizio.
L’abbassamento termico, come prevedibile, determina anche un calo dei fabbisogni elettrici che, come ormai consuetudine, vede un importante calo della produzione idroelettrica.
Il seguente grafico evidenzia l’andamento della produzione idroelettrica in Italia dal 13 luglio al 22 luglio scorsi. E’ evidente il calo dei picchi di produzione sia mattutini (tra le 7 e le 9) che quelli serali (tra le 19 e le 21). Questi picchi si vanno ad integrare con la produzione fotovoltaica che copre un’ampia porzione dei fabbisogni elettrici giornalieri.

Questa dinamica elettrica è un dato ormai consolidato. Confagricoltura Pavia ne monitora gli effetti dal 2022. Regione Lombardia è l’unica regione che ha un dialogo attivo con i produttori idroelettrici alpini per governare, per quanto possibile e compatibilmente con il vuoto normativo nazionale attuale, rilasci straordinari proprio nei momenti di massima idroesigenza agricola.
In forza del combinato di questi due eventi le portate fluviali sono crollate. Questo evidenzia che l’acqua che stiamo utilizzando non è acqua certa, ma sono ghiacci che una volta sciolti non saranno più disponibili.
L’attuale compromissione di ghiacci secolari è ciò che consente di avere portate, ad esempio in Dora Baltea e in Sesia, con un minimo di significato idraulico. Purtroppo il ghiaccio si riduce sempre più ed è destinato a compromettersi quasi totalmente, stante l’attuale dinamica termica, in meno di un decennio. E quindi i fiumi alpini diventeranno torrenti appenninici. L’incremento esponenziale di incendi sulle alpi e prealpi graie e pennine è prova di questo rapidissimo cambio di stato che avrà effetti quanto mai nefasti in occasione degli eventi alluvionali di cui è certa una magnitudo senza precedenti nell’arco di pochi anni.
Basta guardare l’enorme, potente e drammatica evoluzione dei fenomeni grandigeni negli ultimi 5 anni.
La figlia del Re Priamo di Troia, Cassandra, fu condannata dal Dio Apollo a predire il futuro con assoluta accuratezza senza mai essere creduta: il futuro imminente ci presenterà eventi sempre più estremi dove occorre il protagonismo della saggezza agricola e il pragmatismo rurale per governarne gli effetti, almeno per quanto possibile.
Il cambio di regime dei fiumi alpini, da nivoglaciale a pluviale con perturbazione antropica, impone un nuovo modello di analisi predittiva dei comportamenti così da salvaguardare, per quanto possibile, la stabilità dei sistemi irrigui.
L’andamento torrentizio esasperato dei fiumi alpini è ormai un dato certo che non può più stupire. Si possono, e si devono, governare le dinamiche processando in continuo una serie di informazioni di non difficile reperimento anche se annidiate nella proliferazione di soggetti coinvolti: andamento delle temperature, andamento della produzione idroelettrica, curva di domanda elettrica a livello nazionale e, ovviamente, dinamica delle piogge e dell’andamento dell’idroesigenza agricola.
Da una prima lettura dei disciplinari e delle relazioni tecniche redatte negli anni 90 del secolo scorso all’atto del trasferimento dei canali demaniali ai consorzi irrigui operanti sulle due sponde del Sesia, emerge come le superfici irrigue allora accertate fossero in sponda destra del Sesia pari a 118.000 ha, e in sponda sinistra (Est Sesia) pari a 158.000 ha tra le provincie di Pavia, Novara e marginalmente Vercelli. Il 43 % su una sponda e il 57 % sull’altra sponda.
Interessante è vedere come, in questi documenti del 1991, preceduti da una attività istruttoria iniziata nel 1981, sommando le acque proprie di ciascun territorio, a cui si aggiungono le portate condivise tra le due sponde del Sesia (Canale Cavour, Canale Farini, Naviglio di Ivrea, Canale Depretis), e dividendo per la superficie complessiva territoriale delle due sponde, si ottiene una dotazione di 1,34 l/s/ha.
Questo dato resta inalterato sui territori irrigui delle due sponde del Sesia andando a ripartire le acque condivise con criterio direttamente proporzionale alle superfici da irrigare così come mappate nel 1990, modalità che appare lineare ed equa.
Tornando al contingente preoccupa oltre modo l’andamento della falda freatica nella stazione di Sartirana Lomellina dove, in appena 30 giorni, si è passati dal miglior dato degli ultimi 5 anni ad un dato paragonabile al 2022.
La seguente tabella indica le differenze al 22 luglio tra il dato letto nel 2026 e gli altri anni e la situazione al 22 giugno.

A giugno 2026 il dato era il migliore dal 2021, in appena 30 giorni la situazione si è stravolta.
Questo andamento negativo della falda freatica è attribuibile al cambio della modalità irrigua che da continua è passata a turnazione, scelta dovuta all’incostanza delle portate fluviali, e, probabilmente anche all’emungimento da falda per limitare i danni da stress idrico.
Un elemento che sta salvaguardando una porzione importante di coltivazione in Lomellina è la fitta rete di pozzi di soccorso realizzata da privati dopo il 2022, parallelamente una componente importante, e molto costosa per le imprese, è rappresentata dal sollevamento meccanico delle portate per accelerare le irrigazioni.
Tornando alla falda a Sartirana, in occasione della mancanza d’acqua nell’areale del piezometro a seguito della turnazione del Roggione di Sartirana, si è riscontrato, primo caso assoluto, un abbassamento della falda nel momento di storica massima risalita.
Appare sempre più evidente come si debba andare verso una gestione annuale, e non più solo estiva, della risorsa irrigua. Ricaricare la falda, anche per mezzo di tecniche innovative di water farming, diventa urgente e indifferibile per non compromettere l’unica possibilità di accumulo ad oggi disponibile.
Anche la piena efficienza del sistema di pozzi di soccorso sarà in futuro diretta funzione della capacità di ricarica della falda.
Avviare non solo la sperimentazione ma una pratica diffusa di ricarica invernale della falda freatica nel perimetro del terrazzo risicolo è l’unica possibilità per mitigare gli effetti di un cambiamento climatico che presenta una accelerazione tanto veloce quanto non percepita da molti.
L’andamento degli ultimi 30 giorni, pur se riferito ad un singolo dato, è un chiaro segnale d’allarme soprattutto rispetto a riusi d’acqua, colature e risorgive. Da subito serve pianificare un’importante attività di ricarica invernale della falda freatica sull’intero areale risicolo.
In sintesi la situazione sta peggiorando ad una velocità elevata sia rispetto al dato annuale che al dato sistemico.
Lo stato idrometrico del Lago Maggiore e dei serbatoi idraulici è quanto mai grave con dati peggiori del 2022 su areali estremamente ampi.
I temporali dei giorni scorsi hanno cagionato più danni che utilità agronomiche e irrigue.
Domenica è previsto un evento di pioggia abbastanza importante sul nord ovest e potrebbe risolvere criticità sul breve periodo ma le problematiche sistemiche sono ormai evidenti e consolidate e il provare ad affrontarle in modo strutturato diventa urgenza assoluta.
Analizzando in dettaglio.
Andamento neve:
L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa evidenzia la totale compromissione del manto nevoso.

Lago Maggiore:
Il lago Maggiore presenta un livello idrometrico nell’intorno di – 30, a meno 50 si sarà nell’impossibilità di regolare per cui gli afflussi pareggeranno le portate erogate, con una inevitabile incostanza giornaliera e settimanale.
Apprezzabile è la scelta di arrivare fino a -50 garantendo il miglior uso della risorsa in un momento di assoluto fabbisogno. Una gestione oculata pur nella difficoltà del momento.
Altro dato che evidenzia una crisi strutturale e sistema è il grado di riempimento dei serbatoi idroelettrici elvetici che sta segnando un minimo assoluto ad ogni rilevazione.
Fin anche il lago di Costanza, pur se non rilevante per noi, ha un livello idrometrico prossimo ai minimi storici assoluti. Questo dato, che qui ha semplice notazione di cronaca, evidenzia una crisi sistemica estesa e quanto mai grave.
Si riportano i grafici acquisiti dai siti istituzionali.
Dal sito www.laghi.net

Dal sito www.uvek-gis.admin.ch/

Andamento Falda:
Come evidenziato in premessa, preoccupa l’importante rallentamento che sta presentando la falda freatica nella sua fase di risalita.
Un dato assolutamente nuovo che andrà studiato ma che evidenzia la fragilità e, al contempo, le potenzialità del sistema di accumulo.
Non si può più agire come se la falda fosse un elemento indipendente del sistema, in realtà è il baricentro dell’attività irrigua e il water farming diventa un’esigenza per non compromettere ulteriormente equilibri quanto mai labili.

Andamento volumi accumulati in falda freatica – dato indicativo.

Piovosità:
Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/26, rilevato a Sartirana Lomellina. La piovosità di luglio 2026 è ascrivibile a fenomeni temporaleschi che non hanno avuto, in realtà, utilità sistemica.

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:
Questa tredicesima analisi da inizio anno della scala di allarme vede un andamento in ulteriore peggioramento, raggiungendo il massimo grado di criticità. Lo stato degli accumuli nevosi è compromesso, questo porta a un indicatore 5. Il Lago Maggiore è prossimo all’esaurimento delle riserve, questo porta a ritenere coerente un indicatore 5. Con riferimento infine alla falda si ritiene coerente un fattore a 5 su 5 in considerazione del rallentamento della crescita dovuto alla difficoltà nella gestione del servizio irriguo.
Solo eventi di pioggia diffusi e costanti possono migliorare la situazione.
Questo porta a peggiorare l’indicatore complessivo della scala di allarme irrigua portandolo a 15, il massimo.