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ANALISI DI DETTAGLIO DELLE RISERVE IDRICHE IN AMBITO AGRICOLO, SITUAZIONE AL 28 AGOSTO 2025

Scritto da

Ing. Lasagna Alberto

Pubblicato il

29/08/2025

Gli intensi temporali di queste ore segnano la fine della stagione irrigua estiva. Una stagione partita in modo ordinario che ha riservato criticità su alcuni territori.

In queste ore si è assistito ad un evento temporalesco esteso quanto un fenomeno piovoso autunnale, con pesanti criticità locali soprattutto in Oltrepò dove è in corso la conta dei danni: uno scenario inedito che ha complicato molto le attività agronomiche in questa fase di raccolta oltre ad aver causato pesanti danni strutturali in alcune realtà.

Una volta ancora il comparto agricolo è esposto al costante peggioramento degli estremi climatici con innalzamento delle temperature e proporzionale intensificazione dei fenomeni precipitativi e ventosi.

Sono molte le segnalazioni di attività grandigena già giunte all’Associazione.

La fine della stagione irrigua consente di avviare l’analisi di alcune tendenze che, pur se di breve periodo, stanno tracciando un peggioramento sistemico che, in assenza di politiche di adattamento, rischia di stravolgere abitudini secolari e danneggiare pesantemente l’attività d’impresa agricola.

La prima tendenza è la nevosità sempre più scarsa e tardiva. Non solo nevica tardi, ma nevica anche poco. La neve tardiva fatica a consolidarsi ed è più esposta ad uno scioglimento anticipato favorito dall’innalzamento termico. Ormai sotto i 3500 metri è quasi impossibile non solo trovare nevai ma neppure ghiaccio. L’arretramento dei ghiacciai degli ultimi 20 anni ha subito una violentissima accelerazione e questo, almeno fino al 2020 ci ha dato una sovrabbondanza irrigua data dallo scioglimento di ghiaccio storico, componente ora totalmente scomparsa. Questa combinazione di effetti ha impatto sulla regolarità dei deflussi già dalla prima decade di luglio. E gli utenti irrigui lo hanno provato anche quest’anno.

Nel 2025 il lago Maggiore è stato ben gestito e questo ha permesso di avere una regolarità nelle derivazioni da Ticino che ha un poco mitigato l’assenza di neve. Dora Baltea, Sesia e Po hanno visto invece deflussi via via decrescenti dal 10 luglio in poi tanto da avere, soprattutto e verrebbe da dire solo, in Lomellina riduzioni che spesso hanno superato il 50 %.

Rispetto al Lago diventa sempre più urgente, anche se molti fingono di non comprenderne la necessità, portare ad 1,50 la quota di invaso del Lago per garantire un minimo di regolarità dei deflussi senza affidarsi esclusivamente ai temporali.

La falda freatica, in parziale recupero negli ultimi giorni e che, probabilmente, beneficerà degli accumuli di pioggia di questi giorni, ha presentato quote inferiori agli scorsi anni per molte settimane con inevitabili impatti sulla diponibilità nei fontanili e nelle risorgive e, come diretta conseguenza, anche nelle restituzioni al Po.

Per il quinto anno consecutivo, su cinque anni di misurazione, il picco della falda freatica a Sartirana Lomellina sarà in calo. Qui la tendenza è evidente e confermata anche dall’analisi degli allagamenti negli scantinati scomparsi negli ultimi 10 anni. Stiamo perdendo costantemente capacità di accumulo nella falda freatica. E questo determina il costante e crescente posticipo nella riattivazione dei fontanili che rappresentano il 35 % medio della disponibilità irrigua con punte locali del 70 %.

Vuol dire partire già in riduzione anche con la totale competenza nelle derivazioni dai fiumi principali.

La tendenza è che così come stiamo perdendo neve, parimenti stiamo perdendo capacità di accumulo in falda. Queste due criticità, evidentemente non percepite da gestori idraulici spesso in quiescente tranquillità, sono, insieme al cambio delle tecniche colturali, causa delle problematiche che sempre più spesso vive il sistema irriguo.

Dal 2021 ad oggi, nella stazione di misura di Sartirana Lomellina, il picco superiore della falda freatica è sempre più tardivo e ridotto: si sono persi oltre 40 cm che corrispondono ad un ritardo nella riattivazione di fontanili e colature di almeno 10 giorni. Sembrano pochi ma al culmine della stagione irrigua fanno la differenza.

Serve un piano urgente per la gestione della falda freatica che non rinvii più il governo dell’invaso sotterraneo al pari di un bacino di accumulo che sostituisca la neve che sempre più manca.

Di questo si parlerà nel convegno previsto a Sartirana Lomellina il 5 settembre alle ore 15 presso la Pila nell’ambito del Festival “Camminare sull’acqua” organizzato dal Comune di Sartirana Lomellina, dalla Provincia di Pavia, dall’Associazione “Le Fonti del Riso” in collaborazione con La Provincia di Pavia.

Tra poco, anche per scelte che rischiano di privilegiare altri territori, varrà l’esortazione evangelica di Giovanni Battista quando urlava nel deserto. Solo che noi non dobbiamo preparare i sentieri, ma i canali e la falda anche d’inverno. E per ora non lo stiamo facendo.

Analizzando in dettaglio.

Riserve Nevose:

L’analisi delle riserve nevose delle 4 stazioni nivometriche posizionate nell’intorno del Monte Rosa riprenderà dalla seconda decade di novembre.

Lago Maggiore:

Il lago Maggiore ha un livello idrometrico quasi a 60 cm sullo zero di riferimento. È in corso una fase di rapido innalzamento dovuta alle copiose piogge delle scorse ore. Si riportano i dati dal sito laghi.net.

Si riporta di seguito anche l’andamento degli invasi elvetici nel Canton Ticino, con un riempimento in linea con la media degli ultimi anni.

Dato in cm del livello idrometrico a Sesto Calende negli ultimi tre anni al 28 agosto.

Andamento Falda:

La falda freatica prosegue nella fase di risalita con una lentezza preoccupante, nei prossimi giorni è previsto un aumento dato dalle copiose piogge degli scorsi giorni.

Si riporta l’andamento pluviometrico nell’ultimo semestre, riferito al periodo 2022/25 rilevato a Sartirana Lomellina. 

Scala di allarme riserva irrigua comparto risicolo e possibili interventi emergenziali:

La redazione della scala di allarme riprenderà a novembre analizzando la ricostituzione del manto nevoso e l’andamento degli accumuli in invasi e falda.

Prossima lettura

RIFORMA FISCALE – PRIMA PARTE

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