Siccità: i danni stanno emergendo e sono ingenti
30/07/2026
Comunicato stampa del 30 luglio 2026
Confagricoltura Pavia chiede l’attivazione di procedure emergenziali.
Confagricoltura Pavia segnala la gravissima carenza idrica che sta interessando Lomellina e Pavese.
Come nel 2022 i territori posti sui terminali dei sistemi irrigui patiranno danni a causa della scarsità di acqua che si è enfatizzata nelle ultime 72 ore con la quasi disattivazione, si spera solo temporanea, di molti canali.
I canali sono asciutti e mancano almeno 100 m3/s di portata irrigua tra Pavese e Lomellina in un momento quanto mai delicato dal punto di vista colturale. Il riso è in una fase agronomica tra spigatura e maturazione: il caldo intenso di questi giorni, se si somma al pesante stress idrico che sta colpendo l’areale risicolo, rischia di compromettere l’intera produzione stagionale.
Non si possono non apprezzare gli sforzi posti in essere dall’intero sistema consortile irriguo e istituzionale lombardo, ma la scarsità di acqua dovuta al caldo estremo e 60 giorni senza pioggia è diventata assoluta.
Si rischiano danni su almeno 45.000 ha coltivati a riso in Provincia di Pavia. Uno scenario potenzialmente peggiore del 2022 anche per i costi di produzione sempre più ingenti e un valore di vendita del risone sempre più basso. Già con la piena produzione si fa fatica a pareggiare le spese, con il pericolo di perdere il 50/60 % dei raccolti si andrebbero di compromettere ampie porzioni del comparto risicolo provinciale, e Pavia è la prima provincia risicola d’Europa.
Ad oggi sono stati sostenuti tutti i costi per la coltivazione, costi molto incrementati rispetto allo scorso anno: acqua + 10 %, gasolio + 40 %, concimi +35 %. Inoltre sia le concimazioni che i trattamenti fitosanitari hanno visto una scarsa efficacia a causa delle condizioni climatiche estreme di giugno e luglio.
Si è poi registrato un consumo di gasolio superiore del 30 % proprio per accelerare l’attività irrigua attivando idrovore e sollevamenti straordinari.
Il danno che il comparto risicolo pavese rischia di subire supera i 100 milioni di euro, ben più del 2022.
Per limitare i danni, evidenzia la Presidente Marta Sempio, occorre agire con ogni urgenza e in accordo con Piemonte, Valle d’Aosta e Svizzera così come richiesto da Confagricoltura Lombardia già lunedì scorso, e come comunicato da Regione Lombardia, che si sta attivando, nel tavolo tecnico di ieri.
Servono deroghe urgenti e imponenti al Deflusso Ecologico e soprattutto rilasci dal comparto idroelettrico piemontese, valdostano e svizzero che, a differenza del comparto idroelettrico operante sull’areale lombardo, non hanno ancora posto in essere rilasci straordinari.
Occorre poi pianificare azioni urgenti per prevenire, per quanto possibile, queste situazioni estreme: sommersione invernale, ricarica della falda, gestione nuova dei serbatoi idroelettrici destinando almeno il 20 % dei volumi presenti a giugno ad attività di soccorso per l’areale irriguo padano.
L’accelerazione del cambiamento climatico impone un cambio immediato di modello gestionale, ma nel contingente occorre attivare tutte le procedure emergenziali di competenza istituzionale per supportare le imprese agricole che, dopo solo 4 anni, si trovano a vivere una nuova drammatica emergenza.
Per maggiori dettagli:
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