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MERCATO SUINICOLO, CONFAGRICOLTURA SCRIVE ALLA BORSA MERCI E DISERTA LA CUN: QUOTAZIONI NON RISPECCHIANO LA REALTÀ

27/08/2020

Non si placano le polemiche attorno al funzionamento della CUN Suinetti (Commissione Unica Nazionale) che in BMTI, la Borsa Merci Telematica, si riunisce per determinare il prezzo di vendita dei suinetti.
Il Presidente delle Federazione nazionale degli allevamenti di suini di Confagricoltura, Claudio Canali, ha scritto una lettera alla Borsa Merci Telematica su segnalazione dei propri commissari venditori che lamentano mancanza di equilibrio, l’impossibilità di una contrattazione sana e leale e di un sereno confronto tra le parti. Nell’ultimo periodo si è fatto costante ricorso al Comitato dei Garanti, causa l'ormai cronica diversità di posizioni e la scarsa disponibilità a trattare le rispettive proposte iniziali. Tutto ciò – ad avviso dei commissari venditori espressione di Confagricoltura - si traduce in quotazioni che non rispecchiano l’andamento reale del mercato e penalizzano i produttori di suinetti.
Per questi motivi i commissari di parte venditrice della CUN Suinetti, espressione di Confagricoltura, non si sono presentati all’ultima seduta. Un segnale forte che ha portato, seppure con aumenti ancora non considerati aderenti alla realtà, alla firma in aumento del bollettino tra le parti. “Oggi, con una domanda buona, pesi in calo e scarsità di merce da consegnare, diventa difficile capire aumenti delle quotazioni di entità ridicola – osservano i commissari venditori di Confagricoltura –. Si registrano forti critiche e tensioni fra commissari di parte venditrice e allevatori colleghi, che non ritengono l’azione dei loro rappresentanti in linea con il mercato. Peraltro il mercato estero di riferimento, quello danese, preso spesso a riferimento da controparte, è già da mesi più alto di quello che quota i suinetti idonei per le DOP. Occorrono adeguate contromisure per riportare lo strumento CUN alla sua corretta funzionalità, nell’interesse dell’intero sistema”. I commissari venditori di Confagricoltura ritengono, infine, che il ruolo dei garanti, senza minimamente metterne in dubbio l’onestà, non possa essere quello del sesto commissario in campo. Occorre trovare una formula che assicuri l’assoluta terzietà, nel rispetto dei diversi interessi.

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